SITUAZIONE ATTUALE
Nel mese di aprile in diversi luoghi dell'Albania si sono verificati alcuni episodi di vendetta, hakmarrje, durante i quali è stato ucciso un uomo e ne sono stati feriti altri. I motivi che hanno dato origine a tali casi sono i più disparati: dissidi sulla proprietà privata e questioni d’onore, spesso legate a relazioni sentimentali. Vi sono stati anche alcuni episodi di intimidazioni, probabilmente in relazione ad alcuni casi di hakmarrje avvenuti in passato.
Una buona notizia invece è stata la prevenzione di un caso di vendetta di sangue, gjakmarrje, grazie al rapido intervento delle forze di polizia sollecitato da terzi. Infatti il 20 aprile a Valona un 35enne è stato tempestivamente arrestato nel momento in cui estraeva un’arma da fuoco con l'intenzione di vendicarsi su altri tre uomini. In questo modo la spirale di violenza generata dalla vendetta è stata fermata in tempo.
Per quanto riguarda il lavoro delle Istituzioni sul fenomeno delle vendette di sangue, si è tenuto il secondo incontro per la creazione di un Comitato Interistituzionale contro il fenomeno della vendetta, su impulso dell’Avvocato del Popolo e sotto l’egida dell’OSCE. Operazione Colomba vi ha preso parte quale associazione espressione della società civile, contribuendo alla redazione di un documento che impegna tutte le parti – Avvocato del Popolo, Prefettura, Procura della Repubblica, Tribunale, Corte d’Appello, Polizia di Stato, Servizi sociali, Delegati del Ministero dell’Educazione – a farsi carico dell’eliminazione del fenomeno della vendetta.
Contemporaneamente parte della cittadinanza albanese continua a richiedere l'asilo nei Paesi dell’Unione Europea per motivi legati alle vendette di sangue, proprio come testimoniano alcune associazioni che forniscono lettere di referenze in proposito.
Un’iniziativa interessante promossa dai Servizi Sociali di Scutari, in collaborazione con l’Ufficio del Lavoro, il Comune e la Prefettura, è stata poi l’istituzione di alcuni corsi trimestrali di formazione professionale per donne coinvolte nel fenomeno della vendetta. I corsi hanno l’obiettivo di formare future cuoche, sarte e parrucchiere.
CONDIVISIONE E LAVORO
Le attività del mese di aprile sono iniziate in modo intenso per i volontari di Operazione Colomba. L’imminente ricorrenza della Pasqua è stata infatti l’occasione per rimarcare l’importanza della Pace e del Perdono alle famiglie in vendetta che frequentiamo. Le visite sono state accompagnate da un dono con un profondo significato simbolico: è stato infatti dato alle famiglie un fiore, simbolo di speranza e di rinascita. Il fiore è stato accompagnato da una palma intrecciata e da un messaggio di speranza di Papa Francesco che sottolineava come il perdono, il dialogo e la riconciliazione fossero vere parole di Pace. In alcune famiglie, dove il dolore del lutto è ancora prepotentemente presente, il messaggio è stato particolarmente toccante e commovente.
Il messaggio e il dono sono stati portati anche ad alcuni religiosi per continuare a costruire il percorso verso la riconciliazione in sintonia e collaborazione anche con le Autorità più rilevanti per la comunità.
Come ogni mese, anche il 12 aprile è stata fatta la manifestazione presso il corso pedonale di Scutari. Questo mese l’attenzione è stata rivolta alla Risoluzione “Per la prevenzione del fenomeno delle vendette di sangue in Albania", che il Parlamento albanese ha votato il 5 marzo 2015; in essa il Parlamento ha presentato una panoramica del fenomeno delle vendette di sangue sottolineando che, nonostante la legge ad hoc emanata nel 2005, non sono ancora stati fatti passi concreti in direzione del superamento del fenomeno. Ai partecipanti è stato chiesto di indossare una cravatta di carta, in modo da rappresentare simbolicamente l’ufficialità del ruolo di “deputati” e – investiti di tale carica – di apporre la propria firma al documento parlamentare, approvandone il contenuto. Dopo il gesto simbolico, compiuto da circa 200 persone, a tutti è stata consegnata una copia della Risoluzione.
Nel mese di aprile i volontari hanno accompagnato una famiglia a trovare i propri parenti detenuti presso il carcere di Shenkoll. Inoltre, i volontari hanno realizzato un accompagnamento per motivi sanitari ad un paio di minori appartenenti ad una famiglia in vendetta.
Per favorire la creazione di un clima sempre più confidenziale, i volontari hanno soddisfatto la richiesta di visitare alcuni luoghi nel vicino Kossovo espressa da uno dei capifamiglia che più ha sofferto per la questione della vendetta. La giornata è stata molto piacevole nonostante la difficoltà da parte di quest’uomo di prendere in seria considerazione l'idea del perdono a causa dell'uccisione di suo figlio ventenne nell'ambito di una faida familiare. Anche con questa famiglia, così come con altre che dovrebbero decidere se emettere vendetta, il cammino verso la riconciliazione è in corso: i volontari di Operazione Colomba provano a seminare nei cuori di queste persone affrante dal dolore un seme che possa condurre ad una scelta di pace.
Come ogni mese, i volontari (un gruppo ristretto) si sono recati a Tropoja, dove sono riusciti ad incontrare due famiglie; nelle montagne, dato il maggiore isolamento, la situazione delle famiglie vittime di vendetta è forse più difficile, ed è molto forte il retaggio del codice informale. Ma proprio per questo la sfida di portare anche qui un messaggio di pace, perdono e speranza, sembra essere ancora più forte e convinta.
L’impegno del Gruppo Giovani è incrementato ulteriormente questo mese: il cortometraggio che vede protagonisti i ragazzi è un ottimo strumento per far conoscere ad altri giovani il fenomeno delle vendette di sangue. Infatti, grazie all'entusiasmo di questi ragazzi, sono stati presi alcuni appuntamenti per presentare il video in alcuni oratori. Il primo di questi incontri è stato presso un gruppo di Catechesi organizzato dalle Suore di Madre Teresa. In questa occasione una trentina di bambini e giovani, fra i 6 ed i 16 anni, hanno ascoltato con attenzione le parole e l’esperienza dei ragazzi che, attraverso l’ausilio del video e di quanto appreso durante il corso sul Perdono di Padre Gianfranco Testa, hanno raccontato come possa essere vincente una scelta nonviolenta di pace e di riconciliazione piuttosto che l’uso della vendetta. L’incontro è stato particolarmente apprezzato e i ragazzi ne sono stati pienamente soddisfatti, tanto che per il mese di maggio sono previste altre presentazioni presso altri oratori ed alcune classi di scuola.
Operazione Colomba è stata invitata da World Vision, Associazione statunitense che si occupa di scolarizzazione e formazione, all’incontro finale di una settimana di approfondimento sul tema delle vendette di sangue, realizzato presso una scuola elementare della periferia di Scutari. L’incontro è stato molto importante perché proposto in una delle frazioni che conta più casi di vendetta di sangue. Dopo alcuni interventi istituzionali, vi sono state le esibizioni dei bambini e dei ragazzi che frequentano la scuola i quali hanno rappresentato le loro riflessioni su questo tema attraverso canti, balli e poesie. Pur non essendo intervenuti in prima persona, la presenza dei volontari a questo incontro è stata importante per il mantenimento dei rapporti istituzionali esistenti e per crearne di nuovi, sempre nell’ottica di una collaborazione con tutti gli attori sensibili a questa tematica.
VOLONTARI
Nel mese di aprile sono arrivati a casa Colomba due nuovi volontari: Alessio e Giacomo V. Alessio, vecchia conoscenza del progetto, si è sin da subito contraddistinto per la sua riflessività, mentre Giacomo V. per la sua disponibilità e il suo senso pratico. È ritornata dopo il mese di stacco Sara, volontaria di lungo periodo, e poco dopo è arrivata anche Giulia, la co-referente del progetto dall’Italia, importante punto di riferimento per i volontari. Abbiamo salutato Giacomo B., volontario di lungo periodo, che tornerà in Albania alla fine di maggio dopo il mese di stacco, e Maria, che ha terminato con grinta ed entusiasmo i suoi due mesi. La ringraziamo per aver contribuito con passione al progetto, portando una ventata di allegria. Tra i volontari di questo mese, vanno ringraziate le studentesse del convitto delle suore di Ravasco, che hanno dato un importante contributo alla buona riuscita della Manifestazione mensile, nonché i ragazzi del Gruppo Giovani, ormai presenza attiva e costante delle attività del progetto. Un ringraziamento speciale va a Francesca K., che da anni supporta tutte le attività di sensibilizzazione condotte da Operazione Colomba.



