Giugno 2024

Situazione attuale

A giugno, nel centro sud del Cile, il maltempo ha creato numerosi disagi e in alcuni casi ci sono state inondazioni. Il 6 di giugno Guillermo Camus Jara ha sospeso, dopo 118 giorni, lo sciopero della fame e poi della sete che lo ha portato in condizioni estremamente critiche. Guillermo Camus Jara prigioniero Mapuche, detenuto nel carcere di Labu, chiede il trasferimento nel C.e.t. di Cañete dove potrebbe vivere la sua detenzione in forma più rispettosa della sua religione e cultura in linea con gli accordi internazionali ILO 169 in difesa dei Diritti dei popoli originari.
Hector Llaitul, condannato il mese scorso a ventitré anni di carcere, ha iniziato uno sciopero della fame richiedendo l’annullamento del processo sostenendo che sia una condanna politica. Anche il lonko argentino Facundo Jones Huala ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere la sua scarcerazione, che doveva avvenire il 26 di giugno.

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie

Agli inizi di giugno abbiamo visitato una comunità impegnata nella difesa del "salto Chancagua" che è una cascata di circa settanta metri prodotta da un affluente del rio BioBio. Le cascate sono molto importanti per la spiritualità Mapuche essendo una fonte di vita e di spiritualità. Come nei fiumi, nei boschi, sulle montagne, nei vulcani anche nelle cascate vive un Ngen (uno spirito) che abita e che protegge il posto. Recentemente è stato approvato un progetto di parco eolico che nella sua valutazione non ha preso in considerazione l'opposizione della maggioranza delle comunità Mapuche del territorio. Le pale nella loro massima estensione sarebbero alte 235 metri e verranno costruite alle spalle della cascata. Per i Mapuche questo parco eolico significherebbe una grande perdita dal punto di vista spirituale e ambientale. Gli spiriti lascerebbero il territorio. A giugno abbiamo anche ristabilito i contatti con alcuni attivisti Mapuche di Tracalpilli, vicino a Panguipulli, dove, negli anni sessanta è stata costruita una diga, oggi gestita da Enel. Questa diga ha creato un grande lago artificiale e ha interrotto il corso del fiume per circa sette chilometri. Questo è un tema centrale per la spiritualità Mapuche, che valorizza il flusso continuo dei fiumi senza barriere. Molte terre Mapuche sono state sommerse dalle acque, e la diga ha impedito alle specie animali di risalire il fiume o di seguire il loro corso naturale, causando un grave danno alla biodiversità. Attualmente la comunità sta cercando di portare attenzione su questa situazione attraverso un documentario autoprodotto, che intendiamo sostenere nella divulgazione.

A giugno, generalmente in concomitanza con il solstizio d'inverno, nell'emisfero australe tutte le comunità Mapuche celebrano il We Tripantu. Questa cerimonia segna la fine del vecchio anno e l'inizio del nuovo ciclo. Per i Mapuche, non rappresenta un avanzamento progressivo, ma un "ritorno" e un "re-inizio" della vita. Dopo la notte più lunga dell'anno, il sole ritorna, portando nuova vita. Le comunità si riuniscono nei loro luoghi sacri (nguillatuwe) per celebrare l'amore, la prosperità, l'unione e il rispetto per la terra. La connessione con la natura e gli spiriti viene mantenuta viva attraverso preghiere, canti e danze sacre. I volontari sul campo hanno partecipato a numerose celebrazioni, il 21 giugno di fronte al carcere di Temuco numerose comunità si sono riunite per celebrare e dare forza ai prigionieri Mapuche, in quest’occasione numerose persone e autorità tradizionali hanno ottenuto il permesso di entrare nel carcere per condivide la cerimonia con i prigionieri.
Il 22 di giugno il gruppo dei volontari si è diviso per condividere questo momento spirituale e di festa nella comunità di Boroa e presso una comunità a Curacautin, entrambe queste realtà sono impegnate in processi di rivendicazione territoriale. Questi momenti sono molto importanti anche dal punto di vista del recupero della tradizione e della cultura originaria. Per i volontari di Operazione Colomba questa è stata un'opportunità che ha permesso di approfondire la comprensione delle tradizioni culturali e spirituali del popolo Mapuche, rafforzando i legami con queste comunità.
A Boroa circa dieci famiglie sono impegnate nella richiesta di restituzione di circa 100 ettari di terra attualmente di proprietà della chiesa cattolica. Per approfondire la conoscenza e presentare il lavoro di accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII e il lavoro con i Mapuche di Operazione Colomba, abbiamo incontrato il Vescovo che ci ha spronati a lavorare per il dialogo e la pace. Nel frattempo abbiamo continuato a partecipare alle udienze del processo di Ernesto Llaitul, Esteban Henríquez, Nicolás Alcáman e Ricardo Reinao. Giugno è stato anche un mese di saluti significativi. Oltre a congedarci da Ariel e Sofia, due volontari che hanno visitato il nostro progetto, abbiamo anche salutato Fabrizio: dopo tre anni di impegno nel Walmapu, continuerà ad essere un punto di riferimento per la presenza in Cile dall’Italia.