Situazione attuale

Spesso si dice che il Cile sia un laboratorio politico: lo è stato sotto la dittatura di Pinochet, con gli economisti liberisti che lavoravano per il regime, lo è stato nuovamente dopo i movimenti sociali del 2019 e anche in questi mesi per il processo costituente. E’ possibile trarre insegnamenti da questo fallimento di riforma costituzionale, per esempio in merito alla rapidità e alla portata dei cambiamenti in una società divisa.
Il 7 maggio, infatti, è eletto a suffragio universale il Consiglio costituzionale, composto da 50 persone, 25 donne e 25 uomini. Nonostante tecnicamente non si chiamerà “assemblea costituente”, il Consiglio adopererà la bozza redatta dagli esperti come testo base e lavorerà dal 7 giugno al 7 novembre, quando la nuova Costituzione sarà esibita, per essere sottoposta a plebiscito il 17 dicembre. Il nuovo processo con cui sarà scritta la nuova Costituzione è dunque molto lontano da quello acclamato da Boric e che aveva portato alla redazione del testo poi bocciato al referendum. Il Congresso e i partiti avranno dunque molto più potere lungo tutto il processo.
Sebbene fosse stato promesso di porre fine alla Legge Anti-Terrorismo e alla militarizzazione del territorio ancestrale Mapuche nel sud del Cile, ciò non è avvenuto. Al contrario con la legge Naín-Retamal la militarizzazione continua.
Sotto questo governo, l’estensione dello stato di emergenza nelle province della cosiddetta “Macrozona Meridionale” continua a essere confermata. Per di più, si è stabilito un ulteriore provvedimento di militarizzazione nel nord, che fornisce poteri straordinari all’esercito nel controllo dei confini.
Il Presidente cileno Gabriel Boric ha annunciato che nazionalizzerà le imprese produttrici del litio, il secondo produttore mondiale del metallo essenziale nelle batterie dei veicoli elettrici. Questa mossa trasferirà progressivamente il controllo delle vaste miniere dai giganti dell'industria SQM e Albemarle a una società statale separata.

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Situazione attuale

In Cile sta entrando nel vivo il secondo processo costituzionale. Nato dopo il rifiuto, attraverso un referendum nel settembre 2022, della prima proposta Costituzionale, il nuovo percorso appare guidato molto di più dall’apparato partitico che dalla società civile. La prima assemblea costituente era formata da 150 membri, molti dei quali rappresentativi del movimento di giustizia sociale che ha contraddistinto il Cile durante l’Estallido social. Per questo secondo processo costituzionale, invece, sono già da mesi all’opera 24 “esperti” designati dai partiti politici e in questo periodo sta iniziando la campagna elettorale per l’assemblea che sarà formata da 50 persone.
A marzo si è dibattuto molto anche sull’approvazione della legge “Gatillo Fácil” o legge Naín-Retamal, che vuole far fronte alla situazione di poca sicurezza in alcune parti del Paese, amplificata dal fatto che nella lotta contro il crimine sono morti alcuni membri delle forze dell’ordine. Questa legge da facoltà alle forze di sicurezza di rispondere con molta forza e poca responsabilità qualora si sentano minacciati; una parte dell’opinione pubblica, però, mette in evidenza che questa legge darebbe troppo potere alle forze dell’ordine e violerebbe i Diritti Umani: per alcuni aspetti sembra una legge scritta per permettere maggiore repressione verso i movimenti di piazza e verso le istanze di molte comunità Mapuche. Sul fronte Mapuche è importante ricordare che la comunità di Temucuicui Autonoma ha risposto al sequestro del raccolto e alla repressione avvenuta da parte delle forze dell’ordine con una denuncia contro lo Stato e respingendo con molti dettagli l’accusa di “usurpazione”.

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari

Durante il mese di marzo abbiamo proseguito il nostro lavoro di denuncia e advocacy presso le Nazioni Unite a Ginevra in collaborazione con l’ufficio della Comunità Papa Giovanni XXIII. Con quest’ultimo collaboriamo presentando all’ONU le istanze di cui ci occupiamo nel nostro monitoraggio sul campo. Abbiamo presentato loro diverse comunità e persone in lotta, che vedono sistematicamente violati i propri diritti, soprattutto sul tema della salvaguardia ambientale.

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Situazione attuale

Nel mese di febbraio il Cile è stato attraversato da una grande siccità e incendi continui, in particolare nella parte centro meridionale del Paese. Negli ultimi anni sono diminuite le precipitazioni e le temperature si sono elevate. Questo ha portato il Paese ad avere oggi problemi di acqua potabile; ciò non ha origine solamente nel cambiamento climatico, ma dipende anche dall’aumento della domanda di acqua proveniente da settori produttivi quali agricoltura, industria mineraria e silvicoltura. A questo si aggiunge anche il diritto dei privati di sfruttare l’acqua (stabilito dalla Costituzione del 1980).
Nel mese di febbraio in Cile ci sono stati più di cento incendi, molti dei quali dolosi. La temperatura alta e i forti venti hanno fatto sì che il contenimento dei focolai fosse estremamente difficile e, in alcune zone, è stato indetto il coprifuoco per ragioni di sicurezza. Nelle regioni dell’Araucania, del Bío Bío, de Los Lagos e del Ñuble si sono contati più di 300 mila ettari di bosco bruciato, e questo ha inevitabilmente portato ad un elevato numero di morti (circa 30 persone hanno perso la vita nell’intento di salvare il proprio terreno) e di feriti (più di 2.000), soprattutto nel centro del Paese.
Prosegue lo stato di eccezione e nonostante questo proseguono anche i sabotaggi di gruppi Mapuche ai danni delle grandi imprese, specialmente forestali.

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Situazione attuale

Anche a gennaio lo stato di eccezione nelle provincie di Arauco, Malleco e BioBio è stato rinnovato. Nonostante il controllo delle Autorità governative, i processi di rivendicazione territoriale continuano ad animarsi. Durante questo mese a Valdivia si è concluso il processo per la morte di Emilia Bau (Emilia Milén H. Obrecht) attivista trans e attivista mapuche, assassinata il 16 febbraio 2021 all'età di 25 anni con un colpo in testa nei pressi del Lago Riñiwe a Panguipulli, mentre presenziava in un recupero territoriale nella periferia del condominio Riñimapu. Il processo si è concluso con l’assoluzione della maggior parte degli imputati e con la condanna del solo autore materiale.

 

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari

A gennaio sono arrivate nuove forze per il progetto. Il nuovo gruppo in pochi giorni ha già seguito con interesse il caso di alcuni prigionieri mapuche, detenuti nelle carceri di Concepcion, Temuco e Valdivia. I prigionieri hanno portato avanti per 40 giorni uno sciopero della fame che aveva come scopo primario il trasferimento di 5 prigionieri da Valdivia a Temuco e di richiedere una forma di detenzione più rispettosa della cultura e tradizione mapuche. Lo sciopero si è concluso con il trasferimento di 3 dei 5 prigionieri da Valdivia a Temuco. Le famiglie dei detenuti di Concepcion denunciano una punizione, inflitta dalle autorità carcerarie, che per circa venti giorni è andata a ridurre gli orari di visita.

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Situazione attuale

Continua lo stato di eccezione nelle provincie di Arauco e BioBio, Nonostante il controllo costante sono molti i processi di rivendicazione territoriale che si aprono o proseguono, molti anche gli episodi di sabotaggio alle imprese forestali e in alcuni casi anche i tentavi di sgombero di comunità Mapuche che hanno avviato processi di rivendicazione territoriale.

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