Situazione attuale
Nel mese di dicembre l’agenzia indipendente di monitoraggio Aegean Boat Report ha registrato l’arrivo di 1.606 persone in movimento sulle isole greche del Mar Egeo, un dato in forte calo rispetto allo stesso periodo del 2024, quando gli arrivi erano stati 3.981. Tuttavia, il database dell’UNHCR ha riportato 4.714 arrivi via mare complessivi in Grecia nel mese di dicembre. In attesa delle statistiche ufficiali della Guardia Costiera greca, le principali testate giornalistiche hanno segnalato l’arrivo di circa 3.000 persone sulle isole di Creta e Gavdos, confermando anche nel mese di dicembre la preferenza emersa nell’arco di tutto l’anno per la rotta meridionale, che collega la Libia orientale all’isola di Creta, piuttosto che la tradizionalmente più utilizzata rotta del Mare Egeo che bagna Turchia e Grecia.
In particolare, proprio a ridosso delle festività natalizie si è registrato un nuovo picco di partenze lungo il corridoio meridionale: nell’arco di pochi giorni, circa 830 persone sono state soccorse dalla Guardia Costiera greca e da Frontex al largo di Creta e Gavdos. Nello stesso tratto di mare, tuttavia, si è consumata una grave tragedia: il 13 dicembre un gommone è naufragato, causando la morte accertata di 17 persone, mentre 15 risultano disperse e solo due sopravvissuti sono stati tratti in salvo da un peschereccio.
Nei giorni del 4 e 5 dicembre si sono tenute a Lesbo le prime udienze del processo contro 24 operatori umanitari arrestati nel 2018 per le attività di soccorso svolte con l’organizzazione Emergency Response Centre International (ERCI) in collaborazione con la Guardia Costiera greca.
Dopo anni di ritardi nel procedimento giudiziario, ora gli imputati rischiano fino a 20 anni di carcere per accuse di associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione irregolare.
Il processo, che proseguirà a gennaio, è seguito con attenzione da osservatori internazionali in quanto emblematico della crescente criminalizzazione delle attività di soccorso.
Sempre a Lesbo prosegue la mobilitazione contro l’apertura del nuovo centro CCAC di Vastria.
L’11 dicembre si è conclusa la consultazione pubblica sulla Valutazione di Impatto Ambientale del campo: l’opposizione, promossa dal Community Peacemaker Team e sostenuta da 267 individui e 17 organizzazioni, inclusa Operazione Colomba-Apg23, denuncia le gravi carenze in termini di sicurezza, approvvigionamento idrico e rischio incendi.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
Durante il periodo natalizio molte organizzazioni che lavorano con le persone in movimento sospendono o riducono le loro attività per via delle festività. In questo contesto, la presenza costante dei volontari/e di Operazione Colomba è stata molto preziosa e apprezzata dalle persone che abitano nei campi e ad Atene. Durante tutto mese di dicembre, infatti, i volontari/e hanno continuato a monitorare diversi campi nella zona dell’Attica. In particolare, hanno mantenuto una presenza costante sui campi di Ritsona e Malakasa e hanno proseguito con le visite fuori dai campi di Oynofita e Thiva. Ad Atene, i volontari/e hanno incontrato diverse persone per scambiarsi gli auguri per le feste, condividendo momenti di leggerezza e spensieratezza in giro per la città che si anima e si accende per il Natale.
I volontari/e nel mese di dicembre hanno invitato a casa Colomba S., B. e F. - famiglia irachena che vive nel campo di Ritsona ormai da molti anni - e hanno preparato insieme dei biscotti. È stata una giornata all’insegna della serenità e della spensieratezza, durante la quale è stato finalmente possibile per la famiglia rivolgere i propri pensieri a qualcosa di diverso dalle preoccupazioni dettate dalla vita a Ritsona e dalla perdita del piccolo H., avvenuta ormai due mesi fa.
I volontari/e hanno inoltre seguito il caso di Y., giovane ragazzo siriano che, pochi giorni prima di Natale, ha ricevuto un rigetto alla sua domanda di asilo. I volontari/e lo hanno invitato a casa per condividere un momento di compagnia, ma soprattutto per seguirlo e supportarlo nella scelta dei suoi prossimi passi.
Questo mese i volontari/e hanno rivisto anche M. e A., una coppia di amici arabi appartenenti alla comunità LGBT che hanno affrontato insieme il viaggio dalla Turchia a Lesbo. Incontrarli ci regala sempre dei momenti di scherzo e di gioco, alternati ad altri in cui ci parlano dei loro progetti per il futuro e del desiderio di lasciare la Grecia. A. vorrebbe partire per il Canada mentre M. sogna l’Olanda: entrambi desiderano una vera stabilità e un luogo dove sentirsi sicuri.



