Situazione attuale
A novembre il panorama politico cileno è stato caratterizzato da sviluppi che riflettono le dinamiche del Paese. Le elezioni regionali hanno visto il centrosinistra vincitore, conquistando la guida di 10 regioni su 16. Il presidente Gabriel Boric ha sottolineato che il risultato rappresenta una vittoria del dialogo e dell'unità contro la polarizzazione politica. Tuttavia, nonostante questo successo, Boric ha subìto un brusco calo di popolarità, con il gradimento sceso al 30%. La crisi è stata aggravata dalle dimissioni del sottosegretario alla sicurezza Manuel Monsalve, accusato di violenza sessuale, e dai buoni risultati elettorali ottenuti dal centrodestra. Parallelamente, il Partito Repubblicano ha confermato José Antonio Kast come candidato alle presidenziali del 2025, decidendo di non partecipare alle primarie di coalizione. Kast, già sconfitto da Boric nel 2021, punta su un programma conservatore di estrema destra focalizzato sulla sicurezza e sulla stabilità economica.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
A novembre le attività, sempre con l’aiuto delle volontarie in Servizio Civile, di Martina, volontaria di Operazione Colomba, e con il coordinamento di Willy, volontario della Comunità Papa Giovanni XXIII, sono proseguite concentrandosi nell’area di Lautaro. Il gruppo ha più volte visitato una Machi imparando le basi della spiritualità Mapuche; inoltre è continuato il supporto ad alcuni attivisti Mapuche nella realizzazione di piccole attività comunitarie. Purtroppo siamo venuti a conoscenza del fatto che il prigioniero Mapuche Guillermo Camus Jara che, dopo un lunghissimo sciopero della fame e della sete, ad agosto era stato trasferito al CET (Centros de Educación y Trabajo) di Cañete, è stato nuovamente trasferito in un carcere tradizionale dove la modalità di detenzione non gli permette di vivere secondo la sua cultura, spiritualità e tradizione, cosa in disaccordo con la convenzione Ilo 169 sul rispetto dei Diritti dei popoli indigeni.
Dal 31 ottobre al 3 novembre, il gruppo ha supportato attivisti Mapuche che hanno accompagnato Mireille Fanon, giurista indipendente ed ex relatrice ONU, nel territorio di Wenteche di Lautaro.
L’attività ha incluso incontri con comunità Mapuche e ascolto di testimonianze di espropriazioni territoriali durante la dittatura di Pinochet. La Fanon ha potuto ascoltare informazioni sui danni ambientali causati dall'estrazione mineraria e dallo sfruttamento forestale, e affrontate questioni legate ai prigionieri politici Mapuche, incluse violazioni dei Diritti Umani e criminalizzazioni delle lotte di resistenza.
Continua l’accompagnamento con la comunità di Boroa che, già 4 anni fa, ha avviato un processo di rivendicazione territoriale nei confronti della chiesa Cattolica che nel secolo scorso si è appropriata di circa 120 ettari di terra. Il dialogo aperto con il Vescovo e le ottime relazioni con le suore del territorio, che gestiscono la scuola locale, speriamo portino al più presto ad una soluzione di giustizia.
Le volontarie sul campo hanno avuto l’occasione di accompagnare un’attivista Mapuche all’incontro con la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sul diritto di ognuno al godimento del più alto livello raggiungibile di salute fisica e mentale ("diritto alla salute"), Sig.ra Tlaleng Mofokeng.
La relatrice ha incontrato i rappresentanti di alcune comunità per parlare delle difficoltà legate alla salute. Nonostante il poco tempo per discutere della situazione, i partecipanti hanno sottoposto alla relatrice le difficoltà di integrare la medicina tradizionale Mapuche nel sistema sanitario nazionale.
È stata evidenziata la difficoltà di accedere agli ospedali per le comunità situate in aree remote, dove le distanze e l'isolamento rappresentano un ostacolo significativo. Si è discusso anche delle condizioni inadeguate dei reparti ospedalieri, con particolare riferimento alle donne incinte, alcune delle quali sono state costrette a partorire nei corridoi per mancanza di spazi idonei. Inoltre, è stato segnalato un aumento preoccupante dei suicidi, attribuito all'intensificarsi della militarizzazione nelle aree interessate, che contribuisce a creare un clima di forte stress e insicurezza.
Nel mese di novembre abbiamo avuto la fortuna di accogliere Martina che starà in progetto per circa un mese e mezzo. Per permetterle di entrare subito appieno nella cultura Mapuche è stata ospitata, per una settimana, da una coppia di amici appartenenti ad una comunità nell’area rurale di Lautaro, dove ha avuto l’opportunità di condividere la loro quotidianità; ha visto come la comunità si aiuta reciprocamente e come si scambiano competenze a vicenda per auto sostenersi.




