COLOMBIA / Giugno 2026

Situazione attuale

La principale notizia nel mese di giugno è stata sicuramente l’esito del ballottaggio tra i due candidati alla Presidenza della Repubblica: Iván Cepeda del Pacto Historico e Abelardo De La Espriella del Movimento Defensores de la Patria, con la vittoria di quest’ultimo con il 49,6 % dei voti contro il 48,7% dell’aspirante Cepeda.

Dopo tre giorni dalle elezioni avvenute il 21 giugno, Iván Cepeda ha riconosciuto la sconfitta e ha accettato i risultati degli scrutini finali: “Lo faccio come un atto di responsabilità democratica. Lo faccio per contribuire alla convivenza, alla pace e al dialogo tra i colombiani. Lo faccio perché crediamo fermamente nella democrazia e siamo convinti che le differenze politiche si risolvano mediante la partecipazione dei cittadinile sue dichiarazioni in una una intervista rilasciata alla BBC.

Cepeda ha anche denunciato apertamente l’indebita ingerenza straniera nelle questioni interne della Colombia, in modo particolare gli interventi del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a favore della candidatura di De La Espriella. Ha inoltre segnalato che durante la campagna ci sono state sofisticate strategie di manipolazione attraverso l’IA e, anche non avendo prove, ci sarebbe stato un massivo acquisto di voti. Denuncia questa confermata anche dalla Missione di Osservazione Elettorale (MOE).

Il programma politico di De La Espriella ha destato forti timori a iniziare dall’idea di sopprimere la JEP (Giurisdizione Speciale per la Pace), l’apertura al fracking (fratturazione idraulica, una tecnica per estrarre i combustibili fossili) e la “mano dura” in tema di sicurezza, richiamando come esempio la costruzione di 10 mega-carceri di massima sicurezza sul modello di quelle di Nayib Bukele in El Salvador. A riguardo, la Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FIDH) avverte che le proposte del candidato in materia di sicurezza potrebbero indebolire le garanzie democratiche in Colombia, “preoccupazioni queste che si inseriscono in un’ondata globale di progetti con un chiaro intento contrario ai Diritti” si legge nel comunicato.

La stessa direttrice della Defensoría del Pueblo, Iris Marin, ha fatto un appello al nuovo Presidente affinché priorizzi i Diritti Umani, la lotta contro le disuguaglianze e la difesa dell’ambiente nel suo prossimo governo.

Il Presidente uscente della Colombia, Gustavo Petro, ha annunciato che assumerà la guida dell'opposizione al governo del Presidente eletto una volta concluso il suo mandato, il prossimo 7 agosto.

Nel frattempo, non cessa la violenza nel Paese con numerosi scontri tra i diversi gruppi armati legali e illegali tra cui, tra i più gravi, a San Josè del Guaviare e a Nuquì nel Chocò. Nel primo, avvenuto tra la dissidenza delle FARC-EP di alias Ivan Mordisco e quella di alias Calarcà, sono morti 48 combattenti tra cui 11 minori di età. Il procuratore generale Gregorio Eljach ha condannato il fatto e richiamato le autorità ad assumersi la responsabilità della protezione dell’infanzia e adolescenza.

Nell’altro scontro a fuoco, avvenuto lo scorso 12 giugno, c’è stato un bombardato ad un accampamento del gruppo EGC o Clan del Golfo da parte dell’esercito regolare, che ha provocato la morte di 9 persone di cui 4 minori di età.

La Comunità di Pace di San Josè de Apartadó ha denunciato che alcuni dei minori integranti del gruppo armato illegale erano stati reclutati mesi prima a San José di Apartadó.

Secondo un rapporto della Defensoria del Pueblo, dal 1 gennaio 2026 al 31 maggio si sono registrati 51 casi di reclutamento forzato.

I volontari e le volontarie hanno continuato anche in questo mese il loro accompagnamento protettivo alla Comunità di Pace soprattutto garantendo sicurezza nei villaggi più remoti nella selva colombiana dove la stessa Comunità ha coltivazioni in particolare di riso e mais.

Un momento importante è stato vissuto comunitariamente il 27 giugno, giorno del 14° anniversario della morte di Eduard Lanchero figura storica di accompagnamento morale, spirituale e formativo della Comunità di Pace. Per l’occasione il sacerdote gesuita Javier Giraldo ha celebrato l’Eucarestia ricordando la vita dedicata alla resistenza nonviolenta di Eduard e alla sua determinazione nel credere che cambiare il mondo è possibile solo se creiamo comunità.