Come te lo immagni un campo profughi?

Come te lo immagini un campo profughi?
Te lo immagini? 
Me lo sono chiesta prima di partire e la mia testa non riusciva a produrre nessuna immagine concreta
Non ci riesco nemmeno ora che ci sono davanti 
Il filo spinato 
I muri alti 
Ma perché?
“In teoria” non è una prigione
In pratica lo è 

Alcune volte a settimana andiamo davanti ai vari campi che ci sono intorno ad Atene 
Appoggiamo un tavolo sgangherato ed una coperta dove troviamo posto 
Portiamo tè, caffè, biscotti, quintali di zucchero, qualche gioco e tanto ascolto 

Oggi Raleem, una bimba curda che mi ha stracciata a Forza 4, mi ha regalato un disegno: mi ha fatto il ritratto ed al centro del mio petto ci ha messo un cuore
Suo padre invece mi ha regalato il suo sfogo 
Ha vomitato fuori fiumi di parole e frustrazione 
Parlava veloce e forte, parlava in arabo, non capivo tutto, capivo solo quello che mi traducevano 
Ma l’esasperazione non aveva bisogno di traduzione
Mi è arrivata addosso pesante e potente nella sua interezza 
Era nel suo tono, nei suoi occhi, nelle sue mani che si muovevano veloci per farci vedere i video del campo:
Scarafaggi e cimici grosse come un pollice 
Muffa e fatiscenza
Due, e ripeto DUE lavatrici funzionanti in un campo che ospita quasi 400 persone 
Cartoni al posto delle finestre 
File chilometriche per avere cibo scaduto 
Poche risorse, solo incertezza 
Tante domande
Anzi solo una: perché?

Francesca