Libano/Siria
Provo a fermarmi un attimo per scrivervi, interrotta spesso dalle visite dei nostri vicini e dalla luce che va e viene in tenda. É stato un mese molto difficile, ricco e doloroso allo stesso tempo. Dopo la tempesta della prima settimana e tornato un po' di sole. Finalmente le temperature si sono alzate e nonostante le pioggerelle degli ultimi giorni si sta bene.
Il momento duro e difficile che abbiamo passato insieme alle persone delle tende ci ha permesso anche di vivere episodi molto belli di solidarietà tra poveri. La violenza subita, il dolore non ha soppiantato l'umanità e la generosità. E' stata fatta una colletta nel nostro campo per portare del diesel a due famiglie che erano rimaste senza e non riuscivano a scaldarsi.
Qui hanno tutti la stufa a diesel perché costa meno della legna, anche se i fumi che emana non sono proprio molto salutari.
Ieri sera sono passati anche da noi ad avvisarci che stavano facendo una seconda colletta per aiutare una famiglia a pagare le spese del funerale del figlio: un bimbo di sei anni morto fulminato dall'elettricità nella sua tenda. E' stato molto dolorosa anche per noi questa perdita perché e' un bimbo che conosciamo bene, con cui abbiamo passato del tempo in questi mesi e conosciamo molto bene anche la sua famiglia.
Le famiglie del campo sono tutte molto turbate da questa tragica perdita perché ogni mamma ha pensato che sarebbe potuto accadere al proprio bambino. Noi ci siamo sentiti pieni di rabbia perché non e' giusto vivere in condizioni come queste.
L'altra brutta notizia che abbiamo ricevuto e' stata la morte del marito di Mariam. Quando siamo andati a trovarla l'abbiamo vista scura in volto a abbiamo capito subito. Il giorno prima aveva ricevuto una telefonata dalla Siria. Hanno trovato il corpo di suo marito insieme a quello degli altri 23 arrestati con lui due anni fa.
Dopo il loro arresto sono stati portati in una cascina isolata e bruciati vivi.
Adesso che in quell'area l'esercito del regime non e' più presente alcuni siriani sono riusciti ad entrare nella cascina e a identificare i morti dagli oggetti personali trovati sul posto.
E' un colpo molto duro per lei, con due bimbi talassemici, nessuna entrata economica e tanta speranza di rivedere il marito dopo due anni di silenzio.
Eppure la vita va avanti, perché deve andare avanti! Ci sono comunque tante cose da fare e bisogna sopravvivere. Qui al campo gli uomini soffrono per la mancanza di lavoro e si ingegnano a trovare cose da fare pur di non stare con le mani in mano. In questi ultimi tempi hanno avuto l'idea di auto costruirsi una scuola in modo che i loro figli possano imparare e fare qualcosa durante il giorno. Molti bambini qui non possono andare a scuola, perché i genitori non possono pagare i mezzi di trasporto per raggiungerla e il tragitto a piedi non e' sicuro ed e' troppo lungo. Al campo vorrebbero che fossero le mamme che hanno studiato a insegnare, così anche loro avrebbero qualche attività da fare oltre ai lavori di casa (tenda) e vorrebbero che venissero anche i libanesi.
Il responsabile del campo ci ha detto: "vedete i nostri figli stanno al campo tutto il giorno, vedono la loro famiglia, i loro vicini di tenda e basta e quando arriva qualcuno da fuori ci chiedono: cosa porta questo papà il diesel o i vestiti? noi non vogliamo che sia così, vogliamo che vivano dignitosamente e che abbiano un futuro".
Grazie a dei nostri amici che ci hanno fatto una prima offerta con il quale abbiamo comprato le assi di legno e la plastica, domani inizieremo i lavori per costruire la scuola. Sono tutti molto emozionati. Il nostro amico prete ortodosso del villaggio si e' offerto con una sua amica di venire a fare lezione. Sempre domani arriveranno degli altri nostri amici cristiani di Beirut a trovarci e a conoscere questi "profughi siriani" (musulmani) di cui sentono tanto parlare in TV ma che non hanno mai incontrato di persona.
Queste sono le piccole cose che ci fanno guardare al futuro con speranza e con desiderio.
Concludo con la bella notizia che Corrado e' riuscito ad ottenere un visto e presto ci raggiungerà sul campo.
Qui hanno festeggiato tutti (mangiando la nostra cioccolata!)
Un abbraccio caloroso a tutti
Anisa





