Situazione attuale e Attività volontari/e
A settembre è iniziato un nuovo anno scolastico. Le scuole palestinesi sono state riaperte con grandi difficoltà: dal 7 ottobre 2023, infatti, le alunne e gli alunni hanno lezione in presenza solo tre volte a settimana, per via dei tagli dei fondi palestinesi per l’istruzione da parte di Israele.
Anche le continue minacce di demolizioni e la crescente violenza dei coloni minano il Diritto all’istruzione degli studenti e delle studentesse palestinesi anche nell’area della Masafer Yatta.
Lo raccontano anche gli insegnanti che lavorano nella scuola di Al Fakheit, villaggio che si trova nella cosiddetta “Firing Zone 918”, zona di addestramento militare dalla quale, nel 2022, la Corte Suprema israeliana ha approvato l’espulsione dei palestinesi residenti. Lo stesso villaggio di Al Fakheit, incastrato tra due aree militari e circondato da diversi avamposti, resiste alla minaccia costante di demolizione e all’impossibilità di costruire nuove classi e ingrandirsi. I coloni hanno vandalizzato alcune infrastrutture, rotto il cancello, la telecamera di sicurezza e alcune finestre. Gli alunni e le alunne palestinesi subiscono attacchi quotidiani da parte dei coloni, che lanciano pietre e impediscono loro il passaggio con l’uso di violenza.
Il rischio del tragitto costringe le famiglie a scegliere tra la sicurezza e l’istruzione, e a rimetterci spesso sono le figlie, verso le quali i genitori hanno un approccio più protettivo.
Anche gli insegnanti sono preoccupati per l’impatto psicologico e sulle rendite in peggioramento che questi attacchi hanno su studenti e studentesse.
Il focus di questo mese è stato purtroppo l’intensificarsi dei processi di demolizione all’interno della ‘Firing zone 918’. Questi abbattimenti implicano la distruzione di case, scuole e infrastrutture essenziali, lasciando le famiglie senza acqua ed elettricità, nel piano generale della pulizia etnica della popolazione palestinese.
Il 2 settembre l’intero villaggio di Al-Tabban è stato raso al suolo, lasciando sfollati in poche ore 70 palestinesi, inclusi 28 bambini. Neanche una settimana dopo, l’8 settembre, è stata demolita tutta la parte nord di Al-Fakheit, ad eccezione di una sola struttura. Il bilancio della distruzione è di 6 case, 8 infrastrutture per il bestiame, tutti i panelli solari e l’intero sistema idrico.
Il 23 settembre è iniziata la demolizione del villaggio di Jinba dove 180 persone, tra cui oltre 80 bambini, sono rimasti senza una casa in cui abitare. Durante la demolizione un uomo palestinese è stato arrestato, poi rilasciato dopo aver pagato la cauzione. Le forze di occupazione hanno minacciato la demolizione completa del villaggio entro i successivi 10 giorni.
Le attività delle volontarie e dei volontari di Operazione Colomba in questo mese sono proseguite con gli accompagnamenti ai pastori, che continuano a far pascolare il gregge sulle proprie terre, e con una presenza notturna in alcuni villaggi particolarmente a rischio di attacchi da parte dei coloni. Alla fine del mese è iniziata anche la stagione della raccolta delle olive; ancora una volta il lavoro agricolo, oltre a una modalità di sussistenza, diventa anche azione necessaria di resistenza. Per questo motivo continuiamo a sostenere il lavoro delle comunità palestinesi con la nostra presenza solidale.






