Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di giugno sono proseguite le pressioni da parte delle forze di occupazione israeliane nei confronti dei villaggi palestinesi nel Masafer Yatta e nelle altre zone della Cisgiordania occupata: Operazione Colomba ha assistito all’inasprirsi delle incursioni da parte di coloni pastori, dei coloni soldato e dell’esercito nel villaggio palestinese di Shi'b al Butum e nel villaggio limitrofo di Qawawis, vicino ai quali nel mese di maggio è stato costruito un nuovo avamposto (v. report di maggio 2026).

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Situazione attuale e Attività volontari/e

A maggio si sono verificati ripetuti e violenti attacchi da parte dei coloni e delle forze d’occupazione israeliane, tanto nella regione del Masafer Yatta, quanto in tutti gli altri territori della Cisgiordania, ai danni dei palestinesi: l’ampliamento e la creazione di nuovi insediamenti, il furto di greggi, arresti arbitrari, l’impedimento del lavoro di raccolta nei campi, intimidazioni e abusi quotidiani. Epicentri di tali violenze sono state le zone di Jawaya, Wadi Rakhim (Susiya), Umm al-Khair, Shi’b al Butum – Qawawis, e i villaggi di Gwein e Kharaba.
I pastori palestinesi di Jawaya hanno subìto diversi attacchi, volti a impedire di pascolare liberamente sulle loro terre. Il 17 maggio un pastore palestinese è stato arrestato in maniera arbitraria da una pattuglia di soldati riservisti, mentre pascolava sulle proprie terre. Ammanettato e bendato, è stato detenuto presso la base militare di Susya, dove è stato trattenuto illegalmente fino alle 4 del mattino successivo, picchiato, vessato e umiliato; i coloni soldato hanno anche utilizzato il suo smartphone per inviare video e foto delle torture alla famiglia.

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A inizio aprile il meteo è stato particolarmente piovoso, lasciando i campi e le vallate della Masafer Yatta inaspettatamente verdi, adatti ai pascoli per le comunità palestinesi della zona. Da metà mese tanti pastori dell’area hanno ricominciato a portare le greggi sulle proprie terre, subendo quotidianamente aggressioni, violenze e danneggiamenti di terre agricole da parte dei coloni israeliani dell’area. A tal proposito, sono avvenuti due eventi di furto di pecore e capre che in Italia chiameremo abigeato, che denotano un pattern di comportamento evidente nell’azione dei coloni: i coloni-pastori cercano di avvicinarsi alle greggi palestinesi per unire le greggi, confondere le pecore e così rubare tutte le pecore al pastore palestinese, facendole passare per proprie. È successo sia a Rojum Ali nella notte tra il 27 e il 28 aprile, sia a Maghayir Al Abid nella giornata del 29 aprile.

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Con il prosieguo della guerra di USA e Israele contro Iran e Libano – che ha causato anche il passaggio di ogni attività educativa e scolastica (dall’istruzione primaria a quella universitaria) in attività online – le violenze dei coloni israeliani contro i palestinesi sono drasticamente aumentate in tutta la Cisgiordania, tra cui la zona del Masafer Yatta. Da diverse settimane si registra un numero impressionante di attacchi e intimidazioni da parte di coloni israeliani e forze di occupazione (coloni-soldato, soldati, polizia), fino a 6, 7 contemporanei in diversi villaggi dell’area. Anche il raggio di azione delle violenze è notevolmente aumentato: in particolare nelle ultime settimane, diverse comunità palestinesi hanno visto nascere avamposti illegali di coloni nelle vicinanze e di lì a poco le intimidazioni sono diventate quotidiane. Comunità che fino a poco tempo fa avevano subito la pressione dei coloni sporadicamente, si trovano a fronteggiare quotidiane aggressioni.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di febbraio la zona di Masafer Yatta è rifiorita di verde e giallo, dando avvio finalmente alla stagione della pastorizia primaverile.
A contrastarla, l'azione capillare e violenta da parte dei coloni-pastori israeliani, i quali, soprattutto nei villaggi di Hraibat-a-Nabi, Imneziel e Ar-Rakeez, si sono resi responsabili di quotidiani atti intimidatori nei confronti delle famiglie palestinesi. Numerosi sono stati gli episodi di violenza fisica e verbale contro i palestinesi al pascolo sulle proprie terre e, come nei mesi precedenti, nonostante le ripetute richieste di intervento della polizia a salvaguardia di questi ultimi, i coloni israeliani non hanno subito alcuna conseguenza. A peggiorare la situazione, è cresciuta la presenza di pastori coloni israeliani minorenni, che agiscono ancora più liberamente, certi della loro probabile impunibilità, assecondati nella maggior parte dei casi dalle forze di polizia.

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