Kossovo

Sguardo sulla/e Heimat(en)
Una mostra fotografica nata dalla combinazione di tre progetti partecipativi, che apre uno sguardo sul Kossovo attraverso gli occhi dei giovani, per scoprire il loro mondo, la loro vita, i loro sogni e speranze. Una terra da conoscere, con tante identità diverse. Un modo anche per conoscere da vicino il paese di origine di alcuni dei nostri nuovi concittadini.

Einblicke in Heimat(en)
Eine Fotoausstellung, zusammengestellt aus drei partizipativen Projekten, mit der Jugendliche aus dem Kossovo uns Einblick in ihre Welt, ihren Alltag, ihre Träume und Hoffnungen eröffnen. Kossovo, ein Land, das es zu entdecken gilt, Heimat vieler Identitäten.

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Ciao Kossovo


La situazione in Kossovo è cambiata molto negli ultimi anni, il conflitto si è attenuato e di conseguenza la tensione. Non c’è più emergenza ed è principalmente per questo che abbiamo deciso di chiudere la nostra presenza. 

“Adesso tocca ai Kossovari costruire il loro Stato”, è questo il pensiero che accomuna molti enti internazionali che hanno operato e operano in Kossovo, ma a mio avviso  “il popolo Kossovaro”  è più una speranza che una realtà, poiché resta diviso etnicamente, politicamente, socialmente.

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Operazione Colomba comunica la chiusura della presenza a Castel Volturno. 

È stata una scelta non facile e piuttosto dolorosa, ma di sicuro presa insieme, in serenità e come frutto di una riflessione che ci ha accompagnato per tutta la nostra esperienza in Campania.
In quasi due anni di permanenza abbiamo fatto molte cose e ci siamo impegnati in molte attività, molte delle quali crediamo ben riuscite.

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Il sogno africano


E’ sera, l’aria umida rinfresca le ossa, è piovuto per tutto il giorno e ora sembra aver finalmente smesso. 

Sul ciglio della strada, davanti al vecchio bar di T., un ragazzo all’apparenza nigeriano è steso per terra, sulla terra bagnata. Un manipolo di gente preoccupata gli si agita intorno anche se nessuno lo conosce. Ci avviciniamo, avrà si e no venticinque anni: essere gli unici due italiani a varcare questo scorcio d’Africa mi fa sentire da subito un intruso. 
Il ragazzo non si alza, non ci riesce; “probabilmente è ubriaco” dice T.

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