Non abbiamo paura!
M. è una signora anziana, la prima volta che l’ho vista era ad una manifestazione e nonostante la pioggia lei camminava a piedi nudi.
La rincontriamo più volte durante le manifestazioni o durante momenti pubblici di fronte al carcere di Temuco, dove molti Mapuche si radunano per trasmettere newen (energia) ai prigionieri Mapuche rinchiusi.
Inizio a conoscerla un po’ di più in una baracca, nel pieno di un campo, al confine di un territorio in “recuperacion”, in rivendicazione territoriale (una formula usata dai Mapuche per raccontare il fenomeno di rivendicazione e occupazione delle terre che gli sono state strappate con la violenza durante la Pacificazione dell’Araucania - campagna militare e politica condotta dal Cile tra il 1861 e il 1883, volta a conquistare e sottomettere il territorio abitato dal popolo Mapuche).

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Ad aprile le volontarie e i volontari hanno potuto visitare nuovamente le carceri di Angol, Temuco e Valdivia. In queste occasioni hanno incontrato sette detenuti coinvolti nei casi Vegas Centenario, Quilleco, Lautaro e Grollmus. Durante questi incontri, hanno raccolto informazioni sulla loro situazione legale e personale, e hanno cercato di instaurare un rapporto volto a cogliere i loro bisogni a livello umano e culturale all'interno del carcere. In un caso, hanno anche raccolto informazioni su maltrattamenti e discriminazioni subiti all'interno del carcere a causa delle sue origini Mapuche.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Nell'attuale contesto del movimento Mapuche, diverse comunità e individui si trovano ad affrontare situazioni complesse caratterizzate da criminalizzazione, violazioni dei Diritti Umani e difficile accesso alla giustizia. In particolare, i procedimenti legali che coinvolgono autorità, aziende e membri della comunità Mapuche, rilevano pratiche che destano preoccupazione per lo sviluppo e la garanzia del giusto processo.
Martedì 3 marzo, presso il Tribunale di Garanzia di Purén, è iniziata la prima giornata di udienze preliminari contro i prigionieri Mapuche della comunità di Temulemu Chico: il werken Rafael Pichun Collonao, il lonko Juan Pichun Collonao e Pelentaro Llaitul Pezoa, nel caso noto come "Vegas Centenario". Secondo la portavoce Pilar Curiyan, durante l'udienza sono stati violati Diritti fondamentali come il giusto processo, il Diritto alla difesa e il rispetto per gli imputati, e si sono verificati episodi di scherno da parte della Procura.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

A febbraio in Cile si sono registrate diverse criticità sul fronte della lotta per i Diritti del Popolo Mapuche, costretto ad affrontare situazioni critiche a livello territoriale, culturale e giuridico.
Le comunità Mapuche di Vilcún e Padre las Casas hanno chiesto la consultazione previa dei popoli indigeni relativa al progetto di concessione della strada “ruta 5”, nel tratto tra Collipulli e Loncoche. Accusano il governo e il Ministero delle Opere Pubbliche di non aver presentato alcuna proposta alle comunità, un atteggiamento specchio della frequente mancanza di dialogo con il popolo Mapuche. Il caso di questa grande infrastruttura è l'ennesimo di una lista di interventi senza autorizzazione da parte del popolo che cerca di proteggere le proprie terre ancestrali. 

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Situazione attuale e attività volontari/e

Gennaio è stato teatro di momenti cruciali legati a processi giudiziari di grande risonanza per la storia recente del popolo Mapuche e dello Stato cileno. 
Le volontarie hanno seguito le udienze del caso Quilleco relativo all’incendio di due camion di un’impresa forestale. Il 20 gennaio, data della lettura del verdetto, il portavoce della CAM, Rafael Pichun è stato condannato a 7 anni di reclusione, con l’accusa di essere il mandante; gli altri imputati José Lienkeo, Axel Campos, Óscar Cañupan, Roberto Garling y Bastian Llaitul sono stati dichiarati colpevoli per minacce e per aver appiccato l’incendio dei veicoli, ricevendo pene di 15 e 17 anni di carcere. Secondo gli avvocati difensori e le comunità Mapuche, il caso dimostra la tipica strumentalizzazione attuata dalle autorità cilene in occasioni di protesta sociale Mapuche.

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