Regolarizzazione per colf e badanti: bilanci e riflessioni

Passata la grande corsa di settembre per riuscire a partecipare alla "sanatoria" per colf e badanti, per sperare di ottenere il tanto sospirato permesso di soggiorno e regolarizzare la propria situazione, anche qui a Castel Volturno è tempo di bilanci e riflessioni. Non vi sono dubbi sul fallimento della sanatoria a livello nazionale: si era stimato di raggiungere le 700 mila richieste e ci si è fermati invece a quota 295 mila; sicuramente ha inciso molto la soglia minima di reddito del datore di lavoro (20 mila euro), lo stesso costo della domanda (500 euro), quasi sempre sulle spalle del lavoratore, e il fatto che il richiedente dovesse avere un rapporto di lavoro presso un unico datore (cosa insolita per una colf che abitualmente lavora a ore presso più famiglie).

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Regolarizzazione per colf e badanti: bilanci e riflessioni

Passata la grande corsa di settembre per riuscire a partecipare alla "sanatoria" per colf e badanti, per sperare di ottenere il tanto sospirato permesso di soggiorno e regolarizzare la propria situazione, anche qui a Castel Volturno è tempo di bilanci e riflessioni. Non vi sono dubbi sul fallimento della sanatoria a livello nazionale: si era stimato di raggiungere le 700 mila richieste e ci si è fermati invece a quota 295 mila; sicuramente ha inciso molto la soglia minima di reddito del datore di lavoro (20 mila euro), lo stesso costo della domanda (500 euro), quasi sempre sulle spalle del lavoratore, e il fatto che il richiedente dovesse avere un rapporto di lavoro presso un unico datore (cosa insolita per una colf che abitualmente lavora a ore presso più famiglie).

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Dal sito dei Missionari Comboniani di Castel Volturno www.neroebianco.org

 E' passato un anno dalla strage di Castelvolturno. Durante questo periodo si sono dette tante cose, scritto tanto e fatte tante ipotesi. Da poco poi si è aperto il processo che dovrà stabilire responsabilità e chiarire alcuni perchè. A Setola (capo esecutore degli omicidi) è stata contestata l'aggravante della finalità terroristiche e di odio razziale.

 
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A Castel Volturno l’aria è pesante perché odora di spazzatura bruciata e l’acqua è densa perché piena di rifiuti fognari.
Ci sono donne schiacciate dalla pesantezza di questi odori e di queste rovine che ingombrano i marciapiedi. Sono quelle donne che rimangono immobili, bloccate dalla rassegnazione, in attesa di un insperato cambiamento. Sono giovanissime, giovani o adulte e parcheggiano, tutto il giorno, il proprio corpo molle sulle sedie da giardino in mezzo alla strada o su divani sfondati in stanze poco ammobiliate. Aspettano in silenzio, senza troppa convinzione, di poter fuggire da questo posto.

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7 luglio 2009 // Castel Volturno, Provincia di Caserta, a circa 20 km da Casal di Principe, Italia

Perché tentare di aprire una presenza in questa zona, in Italia? Le motivazioni che ci spingono qua sono varie: a partire da alcune provocazioni di cittadini Israeliani, che chiedevano perché non andavamo anche nel sud Italia, visto le continue uccisioni da parte della criminalità organizzata; per “guardarci dentro” e prendere a cuore un territorio bellissimo del nostro paese, traboccante di difficoltà e conflitti; per continuare la sensibilizzazione e la denuncia di leggi ingiuste sull'immigrazione, conoscere quindi le persone che arrivano qua in cerca di lavoro, fortuna e condizioni migliori, condividendo la vita con loro e cercando di mettere in pratica proposte concrete che diminuiscano le varie tipologie di violenza a cui sono esposte. Tutto questo ci ha portati a Castel Volturno.

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