Situazione attuale
Stando ai dati del Ministero della Migrazione e dell’Asilo greco, quest’anno il Paese ha registrato un aumento del 30% dei flussi migratori verso le isole dell’Egeo. Anche novembre si è caratterizzato per un aumento degli sbarchi, principalmente sulle isole di Lesbo, Samos, Chio, Kos e Lero. Secondo quanto riportato dalla ONG Aegean Boat, nel corso di questo mese sono partite dalla costa turca 441 barche con oltre 13.000 persone a bordo. Meno della metà di queste sono arrivate sulle coste greche e sono state registrate ufficialmente. Le imbarcazioni che non giungono alle isole vengono quasi sempre bloccate dalla guardia costiera turca nonché, nel quinto dei casi, dalla guardia costiera greca. Nel solo mese di novembre, nel mar Egeo, la ONG Aegean Boat ha registrato 41 casi di respingimento da parte della guardia di costiera greca, che hanno riguardato più di 1.300 bambini, donne e uomini che cercavano di raggiungere l’Europa. Secondo il Diritto Internazionale, i pushback avvengono con un fermo in mare da parte delle forze di polizia, che lasciano poi alla deriva le imbarcazioni senza prestare loro il soccorso di cui avrebbero diritto.
Anche il Consiglio greco per i rifugiati (CGR) denuncia l’illegalità della pratica dei respingimenti attraverso il report “Ai confini dell’Europa: respingimenti in un clima di impunità” pubblicato nel mese di novembre.
Il 25 novembre, al largo delle coste dell’isola di Samos, è avvenuto un naufragio che ha causato la morte di 8 persone, di cui 6 bambini e 2 donne. Si stima che a bordo ci fossero un totale di 50 persone.
Continuano, come negli scorsi mesi, i trasferimenti delle persone richiedenti asilo dalle isole alla Grecia continentale. Il numero di questi si aggira attorno alle 4.000 persone al mese. Il 2024 si sta caratterizzando per una diminuzione della popolazione migrante sulle isole proprio per via di questi spostamenti.



