Situazione attuale

Nel mese di settembre Aegean Boat Report ha riportato l’arrivo di 2.248 persone a bordo di 67 imbarcazioni e il respingimento verso la Turchia di 28 imbarcazioni con a bordo 806 persone sulle coste delle isole dell’Egeo. Tuttavia, questi dati non includono gli arrivi sulle isole di Creta e Gavdos (che si trovano infatti nel Mare Levantino) dove non sono presenti organizzazioni indipendenti che si occupino di monitorare regolarmente gli sbarchi e i respingimenti, rendendo così difficile reperire dati precisi su questi fenomeni. È però significativo riportare che secondo l’ultimo aggiornamento dell’UNHCR risalente al 28 settembre, le persone arrivate in Grecia via mare nel mese di settembre sarebbero in totale 3.795, mentre alcune testate giornalistiche riportano, rispettivamente nelle date del 15 e del 23 settembre, gli sbarchi di 800 e 145 persone a Creta e Gavdos. Sembrerebbe quindi che nonostante un iniziale declino negli arrivi dovuto alla sospensione del Diritto di asilo entrata in vigore a luglio scorso, la recente rotta su Creta continui ad essere utilizzata dalle persone in movimento. Al contempo, la protratta impreparazione della gestione dell’accoglienza inizia ad emergere anche dalle autorità preposte, come nel caso del comunicato in cui la Guardia Costiera di Chania denuncia le proprie condizioni lavorative nel centro di accoglienza temporaneo di Agia.

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Situazione attuale

Nel mese di agosto, la ONG Aegean Boat Report ha segnalato l’arrivo sulle coste greche di 2.079 persone, su 71 imbarcazioni. I numeri sono inferiori rispetto a quelli registrati a luglio e, soprattutto, rispetto alle cifre dello scorso anno: nello stesso mese del 2024 gli arrivi erano stati 5.447. Sono state invece 2.632 le persone respinte verso le coste turche. Durante tutto il mese, la sospensione del diritto di asilo per le persone che arrivano in Grecia attraversando il Mediterraneo dal nord Africa è restata al centro del dibattito sulle migrazioni. Mentre il Governo ha continuato ad elogiare la nuova legge, che con ogni probabilità ha contribuito al netto calo degli arrivi, diverse organizzazioni hanno criticato la misura e hanno sollevato dei dubbi sulla legalità della norma. Nel concreto, tuttavia, non è cambiato nulla: le persone in movimento che partono dalla Libia e giungono a Creta e a Gavdos hanno continuato ad essere portate nei Pre-Removal Detention Center (i centri per rimpatrio) senza poter presentare la domanda di protezione internazionale. Fino ad ora, però, nessuna persona è stata rimpatriata.

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Situazione attuale

Nel mese di luglio Aegean Boat Report ha registrato l’arrivo di 2.435 persone sulle isole del Mar Egeo, mostrando un evidente aumento rispetto al mese precedente.

La tratta che unisce Tobruck, in Libia orientale, con Creta e Gavdos rimane al centro del fenomeno migratorio in Grecia. Gli arrivi sulle due isole da gennaio fino ad oggi sono di 10.688 persone su un totale di 25.421 ingressi in tutto il Paese.

Lo scorso anno gli arrivi a Creta e Gavdos erano stati 5.161.

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Situazione attuale

Nel mese di giugno le persone giunte nel territorio greco sono aumentate rispetto al mese precedente, arrivando a 1.421, secondo le statistiche di Aegean Boat Report; mentre 1.244 persone invece sono state bloccate dalla guardia costiera o polizia turca mentre tentavano di oltrepassare i confini.

La situazione nell’isola di Creta resta emergenziale sotto diversi punti di vista.

A metà giugno, in pochi giorni, circa 1.300 persone hanno raggiunto la costa cretese, mentre l’amministrazione sull’isola non riesce a gestire adeguatamente i numerosi arrivi per mancanza di strutture adeguate.

Le persone sbarcate alloggiano per breve tempo in centri di accoglienza d’emergenza, come un parcheggio aperto, una vecchia stazione dei bus o un campo da calcio, per poi essere trasferite nelle strutture dell’entroterra.

Il governo greco ha recentemente deciso di dispiegare forze navali sulle coste con una funzione di deterrenza per le partenze dalla Libia.

Il 14 giugno si è commemorato l’anniversario della strage di Pylos, quando circa 600 persone morirono durante un naufragio in presenza di una nave della guardia costiera greca. Recentemente è stata avviata un'indagine penale per verificare la responsabilità del naufragio e 17 ufficiali della Guardia Costiera greca sono stati iscritti nel registro degli indagati.

Sul piano politico la notizia più rilevante riguarda le dimissioni del Ministro per la migrazione Makis Voridis e la nomina del nuovo Ministro, Thanos Plevris, la cui direzione politica sembra già segnata da un approccio estremamente duro nei confronti delle persone in movimento.

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Situazione attuale

Nel mese di maggio la ONG Aegean Boat Report ha segnalato l’arrivo sulle coste greche di 1037 persone, una cifra molto simile a quella di aprile ma estremamente più bassa se confrontata con lo stesso periodo dello scorso anno. Sono state invece 1.616 le persone respinte verso le coste turche.

Al centro dell’attenzione, per quanto riguarda i movimenti migratori, è in particolare la zona di Creta. Negli ultimi giorni di maggio oltre 500 persone sono arrivate via mare nella piccola isola di Gavdos, che si trova appena a sud di Creta. Non si tratta di un fenomeno isolato: negli ultimi mesi Creta e Gavdos sono diventate infatti uno dei punti di ingresso in Europa per quelle imbarcazioni che partono dalla Libia e che prima si dirigevano soprattutto quasi esclusivamente verso l’Italia. Da gennaio a maggio a Creta sono arrivati 3.147 migranti, un numero che già eccede quello registrato in tutto lo scorso anno. Un importante problema è rappresentato dall’assenza di strutture: chi arriva a Creta viene immediatamente trasferito ad Atene perché sull’isola mancano i centri per identificare le persone e registrare le domande di asilo.

Nei campi della terraferma la situazione, già estremamente difficile, è stata resa ulteriormente incerta a causa dell’ordine del governo di espellere dai campi chi ha concluso il proprio processo d’asilo. Secondo la legge greca possono stare nei campi coloro che stanno attendendo una risposta alla propria domanda d’asilo; una volta che ricevono una risposta, che sia positiva o negativa, queste persone perdono invece il diritto ad alloggiare lì. Fino ad oggi queste regole venivano applicate solamente in parte. Ora, però, il nuovo Ministro per l’immigrazione Makis Voridis ha ordinato ai direttori dei campi di applicare rigidamente il regolamento. Per ora non si ha notizia di espulsioni di massa, ma molti migranti hanno deciso di spostarsi autonomamente per evitare di essere sfollati all’improvviso.

Il governo greco intende inasprire inoltre la criminalizzazione di chi si trova nel Paese senza essere in possesso di documenti validi. Negli ultimi giorni di maggio il Ministro Voridis ha presentato un disegno di legge che rende la permanenza in Grecia senza documenti un reato penale, punito con sentenze che arrivano a tre anni di carcere e 10 mila euro di multa. La pena viene annullata nel caso in cui una persona decida di tornare nel proprio Paese d’origine ed è perciò pensata per aumentare i numeri dei rimpatri.


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