Libano/Siria
Provo a fermarmi un attimo per scrivervi, interrotta spesso dalle visite dei nostri vicini e dalla luce che va e viene in tenda. É stato un mese molto difficile, ricco e doloroso allo stesso tempo. Dopo la tempesta della prima settimana e tornato un po' di sole. Finalmente le temperature si sono alzate e nonostante le pioggerelle degli ultimi giorni si sta bene.
In memoria di un bambino
Ieri sera è morto Mohammed un bambino di 7 anni che vive nel nostro campo. Un bimbo con cui abbiamo giocato e scherzato negli ultimi mesi. È morto fulminato perché ha toccato dell'acqua a contatto con un filo elettrico. È morto perché vive in condizioni precarie. È morto perché non ha una casa. Perché suo padre non ha i soldi per una sistemazione migliore. Perché la sua famiglia ha perso tutto in Siria e qui cerca di sopravvivere come può.
Una fiamma che resiste
C'è chi dice che oramai la tempesta è passata e il vento porterà il bel tempo, mentre altri affermano sicuri che il peggio deve ancora arrivare. E` una questione di prospettiva, modi diversi di prendere la vita. Essere sempre pronti al peggio o sperare nonostante tutto? Si può ancora sperare? E` lecito? Sono in grado io di sperare per loro?
A denti stretti
Libano/Siria
Sono passati quasi tre anni da quando ho deciso di partire con Operazione Colomba, e sono più di due mesi che per un'altra volta ho lasciato casa.
Sto cominciando a fare l'inventario dello zaino del ritorno e spesso la mente si ferma a ripercorrere tutte le facce, i sorrisi e le lacrime che mi porterò in Italia. Non è facile per me capire tutto quello che ho vissuto e condiviso: c'è così tanta roba che in certi momenti mi sembra di scoppiare, di essere saturo di tutto e di dover affrontare la prova più difficile, il rientro. Condividere con amici, parenti e conoscenti, tutto il dolore a cui sono stato vicino.
La Tempesta
Libano/Siria![]()
É arrivata la tempesta Zena. In un'altra situazione avrei solo alzato il riscaldamento e preso l'ombrello. In un campo profughi invece è una tragedia. Le tende sono state messe a dura prova dal vento che sbatteva la plastica tutto il giorno e tutta la notte. Il rumore faceva paura ai bimbi che non riuscivano a dormire, ma anche a noi e ai loro genitori.







