Situazione attuale
A luglio uno dei fatti principali che ha creato dibattito sulla scena pubblica cilena è stato il caso delle dimissioni di Javier Macaya dalla presidenza dell’UDI, il partito della destra tradizionale cilena e uno dei partiti principali dell’opposizione. Il senatore è stato costretto alle dimissioni dopo alcune sue affermazioni in difesa del padre condannato per abuso sessuale ai danni di due minori. Durante una dichiarazione pubblica ha messo in dubbio le prove raccolte dalla pubblica accusa e ha, in questo modo, messo in secondo piano il dolore delle vittime. Gesto che è stato letto come irrispettoso verso le vittime e che ha ricevuto critiche anche all’interno del suo partito.
Il 29 luglio sono state arrestate tre persone sospettate dell'assassinio dei tre ”Carabinseros” avvenuto ad aprile a Cañete. Non ci è dato ancora conoscere i nomi di queste persone e nemmeno il movente dell’omicidio.
Continua lo sciopero della fame di Hector Llaitul, condannato a ventitré anni di carcere. Il motivo della protesta è la richiesta di annullamento del processo a suo carico sostenendo che sia una condanna politica oltre alla richiesta di trasferimento presso il carcere di Temuco dove potrebbe, almeno in parte, vivere in forma più rispettosa della sua cultura e religione. Anche il lonko argentino Facundo Jones Huala continua lo sciopero della fame per chiedere la sua scarcerazione, che doveva avvenire il 26 di giugno. Dal 17 di luglio, il lonko argentino (del Puelmapu secondo la visione mapuche), si trova ricoverato in condizioni critiche all’ospedale interculturale di Nueva Imperial.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
Il 23 luglio il tribunale di Los Angeles ha assolto i quattro Mapuce appartenenti alla CAM (Coordinadora Arauco-Malleco) Ernesto Llaitul, Nicolás Alcamán, Ricardo Reinao e Esteban Henríquez, preché non si è potuto provare con certezza la loro presenza nel luogo dove due camion di imprese forestali sono stati incendiati. Si trattava del secondo processo a carico dei quattro dopo che la Corte di appello di Concepcion aveva annullato la prima sentenza che li condannava a più di 15 anni di carcere.
La vicenda si conclude, almeno per il momento, con un grande successo della mobilizzazione dei familiari e delle comunità Mapuche che ha visto nei mesi scorsi uno sciopero della fame durato più di 100 giorni e quasi due anni di carcere preventivo.




