Situazione attuale
Nel mese di agosto è aumenta la tensione tra Stato cileno e popolazioni mapuche. Permane lo stato di emergenza nella regione dell'Araucania, in particolare nelle province di Arauco e BioBio; il 24 agosto è stato arrestato a Cañete il leader della CAM (Coordinadora Arauco-Malleco), Hector Lliatul, con l’accusa di istigazione al sabotaggio e violazione della sicurezza dello Stato.
L'arresto di Lliatul ha innescato proteste: nella notte fra il 24 e il 25 e nei giorni successivi ci sono stati sporadici blocchi stradali ad opera di gruppi mapuche. Il più significativo il 30 di agosto quando, per qualche ora, attivisti mapuche hanno bloccato la “ruta 5”, la strada principale che porta a Santiago. Il 26 agosto una grande manifestazione a sostegno di Lliatul a Santiago è terminata con alcune cariche dei “carabineros” e la CAM, nei giorni seguenti all'arresto, ha rivendicato diversi atti di sabotaggio a danno di mezzi di proprietà delle forestali.
Il 25 agosto il Presidente della Repubblica, Gabriel Boric, ha annunciato le dimissioni del ministro dello Sviluppo sociale, Jeanette Vega, dopo che giovedì è trapelata la notizia di una contatto telefonico tra un consigliere della Segreteria di Stato e il portavoce del leader del Coordinadora Arauco Malleco, Hector Llaitul risalente a maggio scorso.
La campagna elettorale per il plebiscito costituzionale del 4 settembre (vinta a stragrande maggioranza dall’opzione “rechazo”) ha visto la destra, schierata con l’opzione di rifiuto della nuova costituzione, fare moltissime pressioni sul governo utilizzando la questione mapuche in maniera strumentale. L’idea di una Stato plurinazionale che preveda il riconoscimento del popolo nativo è stata utilizzata per mettere paura alla popolazione sul fatto che questo avrebbe comportato una divisione del Paese.
Il 31 agosto è stato arrestato anche Ernesto Llaitul, figlio di Hector, per la presunta partecipazione ad un attacco avvenuto lo scorso anno nel BioBio.




