Situazione attuale

Il mese di febbraio si è contraddistinto per due avvenimenti tragici che hanno occupato lungamente le cronache locali.
Nella regione di Valparaiso un grande incendio ha provocato più di 130 morti, più di 200 dispersi, 15.000 edifici e 55.000 ettari di terreni bruciati. Ancora da verificare le cause che hanno scaturito l’inizio degli incendi, il dato di fatto è che fattori come il vento caldo, la siccità e temperature intorno ai 40 gradi abbiano favorito la propagazione del fuoco. Il tema dell’industria forestale e del sovra sfruttamento del territorio sono sempre argomenti che salgono alla ribalta in questi casi ma che sempre vengono coperti di fronte all’emergenza e alla necessità di prestare aiuto alle vittime.
Il 6 febbraio l’ex presidente cileno Sebastián Piñera, il primo capo di Stato di destra dopo la dittatura di Augusto Pinochet, è morto in un incidente mentre guidava il suo elicottero nella località turistica di Lago Ranco. Questa notizia ha per molti giorni preso le prime pagine dei media ed ha in parte oscurato la tragedia dovuta agli incendi.

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie

Anche il mese di febbraio è stato denso di attività per le volontarie e i volontari di Operazione Colomba in Cile.
In collaborazione con l’ufficio Apg23 presso le Nazioni Unite di Ginevra è stato prodotto un Report che è stato presentato allo Special Rapporteur delle Nazioni Unite sui Diritti Culturali che farà visita in Cile ad aprile. Lo scopo del suo viaggio è monitorare buone pratiche e ostacoli alla promozione e alla protezione dei Diritti culturali. Abbiamo segnalato la violazione dei Diritti culturali subita dal popolo Mapuche, soprattutto in condizioni di carcerazione, dove lo Stato non garantisce il Diritto al mantenimento degli usi e dei costumi, delle pratiche e dei rituali, nonostante la Convenzione 169 dell’ILO stabilisca che la detenzione delle popolazioni indigene debba essere conforme alle norme culturali in vigore in ciascuna distinta comunità.

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Situazione attuale

Il mese di gennaio in Cile si è aperto con il dibattito pubblico ancora dominato dalle ripercussioni del referendum costituzionale svoltosi il 17 dicembre e che ha visto vincere il comitato del “en contra”, lasciando in vigore la costituzione voluta da Pinochet.
Dal punto di vista della tutela dei Diritti Umani, il 3 gennaio la procura della regione centro-nord del Cile ha aperto indagini nei confronti di tre alti dirigenti dei Carabineros per la repressione, sproporzionata e contraria al Diritto internazionale, delle proteste di massa che attraversarono il Paese dal 18 ottobre al 30 novembre 2019. In quel periodo vennero feriti migliaia di manifestanti, 400 di essi con traumi oculari.
Mentre, durante la giornata inaugurale di Congreso Futuro 2024, il presidente Gabriel Boric ha annunciato che il governo ricorrerà all'intelligenza artificiale (AI) per incrociare le informazioni e individuare più di mille persone scomparse sotto la dittatura di Augusto Pinochet.
Dal punto di vista della lotta al cambiamento climatico, a gennaio il Cile è stato il primo Paese al mondo a ratificare lo storico Trattato globale per la protezione degli Oceani, approvato lo scorso marzo dalle Nazioni Unite. Il Trattato è l’accordo ambientale più significativo dopo l’Accordo sul clima di Parigi del 2015. Sono già 84 i Paesi che lo hanno firmato, Italia compresa, ma affinché entri in vigore occorre che venga ratificato da almeno 60 Stati. Sarà necessario osservare se la ratifica di questo trattato avrà delle ripercussioni positive sui settori della pesca e dell’allevamento ittico, in particolare quello della salmoneria, per il quale da tempo molte associazioni stanno denunciano da tempo gli effetti dannosi su ambiente e cittadini.
Sempre dal punto di vista ambientale, il 19 gennaio il Presidente Boric ha incontrato l'amministratore delegato di Enel Flavio Cattaneo. Sul tavolo, le sfide legate al settore energetico, con un focus sulle rinnovabili.
Per quanto riguarda invece la politica estera, il Cile ha continuato a mantenere una posizione netta riguardo al conflitto israelo-palestinese, chiedendo alla Corte penale internazionale di indagare sui possibili crimini contro la popolazione civile che Israele avrebbe commesso negli ultimi mesi nella Striscia di Gaza, oltre che sull’attacco contro Israele da parte di Hamas dello scorso 7 ottobre.

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Situazione attuale

Il 17 dicembre si è svolto il secondo referendum costituzionale per dare al popolo cileno la possibilità di confermare il processo di riforma della vecchia e tanto discussa Costituzione di Pinochet. Alle urne si è presentato l’84,87% della popolazione cilena e con il 55,76% ha vinto il “en contra”.
Il giorno seguente il presidente Boric, da Santiago, ha espresso quello che molti cileni e cilene manifestano da qualche tempo: una stanchezza di fondo per il processo costituzionale. Il Governo, dopo due tentativi di riforma costituzionale rinuncia al processo che poteva essere rivoluzionario, non solo per il Cile. Un processo costituzionale durato 3 anni, passando per due proposte, da quella del 2019, scritta da una costituente di 155 membri formata da molti elementi della società civile figlia del movimento di protesta del 2019, considerata troppo utopica per un popolo forse non ancora pronto e troppo profondamente intaccato e incollato ad un sistema socio-economico liberista. La seconda e ultima stesura, quella del 2023, redatta da una costituente di 20 esperti e 50 deputati in maggioranza legati al partito di Kast (estrema destra), fortemente conservatrice e molto distante dai diritti richiesti dai milioni di cileni scesi nelle piazze durante l’estallido social del 2019.
Oltre ad una stanchezza dell’opinione pubblica per il processo costituente il Governo deve guardare anche al grande costo economico di questo processo fallito. Il Presidente, così, ha voluto esplicitare che per il momento il processo si ferma in questo stadio, perché il Paese deve affrontare altre necessità. La destra perde la possibilità di far approvare una costituzione più conservatrice di quella attuale ma ha dimostrato di poter ancora controllare le sorti del Paese che dopo l’estallido social e l’elezione di un governo di sinistra sembrava voler prendere un’altra strada.
Un dato significativo arriva dai risultati delle urne in Araucanía, la zona dove è presente il maggior numero di comunità Mapuche e dove opera Operazione Colomba. In questa regione, insieme a Maule e Ñuble ha vinto il “a favor” nonostante nell’ultima proposta costituzionale ci fossero delle evidenze su quanto questa fosse fortemente discriminatoria verso i popoli nativi abitanti le terre dello Stato cileno. Molte comunità Mapuche si sentono sfiduciate da qualsivoglia strumento politico/elettivo. Probabilmente esiste una distanza molto significativa da questi strumenti decisionali. In altri casi, si ha a che fare con il risultato di politiche effimere da parte dello Stato cileno che per molti anni ha creato disfunzione all’interno dei sistemi autonomi di organizzazione della vita delle comunità indigene, soprattutto nel caso dei Mapuche. 

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Situazione attuale

Il 7 novembre l’assemblea Costituzionale, sotto la guida di Beatriz Hevia del Partito Repubblicano (destra), ha consegnato al Presidente cileno Gabriel Boric il testo della nuova proposta costituzionale. Questo passo importante segue il tentativo del Cile, nel giro di poco più di un anno, di sostituire la costituzione in vigore, scritta durante la dittatura di Pinochet. Molto si è discusso sulla possibile inclinazione conservatrice della nuova costituzione che, se approvata, potrebbe risultare ancor più spostata a destra rispetto a quella attuale. Questa riforma era una richiesta centrale delle massicce proteste sociali del 2019, che evidenziarono le disuguaglianze nel sistema politico e sociale cileno. Dal fermento di quelle proteste emerse una nuova classe dirigente giovane e di sinistra, portando nel 2021 all'elezione di Gabriel Boric, il presidente più giovane nella storia del Cile. L’opinione pubblica però ora sembra essere poco coinvolta ed attenta al processo costituzionale.
“Noviembre rojo” (Novembre rosso), viene nominato così da alcuni esponenti politici quest’ultimo mese segnato da un continuo aumento di omicidi e atti di criminalità. 35 omicidi solo nella città di Santiago nei primi giorni del mese, tant’è che il governatore de la Regione Metropolitana di Santiago, Claudio Orrego, ha aperto un dibattito sulla possibilità di richiedere l’estensione dello stato d'eccezione anche nella capitale, come avviene già in Araucania e Bio Bio. Richiesta però respinta dal Presidente perché ricorda troppo un passato di regime militare.
Le carceri risultano sempre più piene, dalla fine del 2021 la popolazione carceraria è passata da 40mila a 54 mila alla fine del 2023.
Sembra, quindi, che il dibattito sia solo aperto al tema della delinquenza che viene evidenziato anche dallo stesso Presidente come la priorità più sentita dal popolo cileno. La destra, che con forte convinzione è per l’approvazione della nuova carta, approfitta strategicamente per evidenziare l’insieme di norme che parlano di sicurezza, più stringenti che nella costituzione attuale. Gli spot televisivi della campagna per l’approvazione “A favor” e per il rifiuto “en contra” vengono trasmessi interrottamente.
I primi sondaggi evidenziano come il rifiuto “en contra” sia al 50%, e che circa il 27% dei votanti sia per l’approvazione “A favor”, ma c’è una buona percentuale (53%) che ancora non ha chiaro il voto. Per questa tornata elettorale in Cile, il voto è obbligatorio.
La Ministra degli interni Carolina Tohà ha confermato che si sarebbero realizzati i primi arresti dopo la pubblicazione sulla gazzetta Ufficiale della legge denominata “Ley Anti-Tomas” o “Ley Maldita” (legge contro le occupazioni). Nella zona di Collipulli, in Araucania, uno sgombero da parte dei carabineros e militari si è concluso con i primi cinque arresti, le persone verranno giudicate secondo questa nuova legge. L’obiettivo principale di questa legge è quello di inasprire le pene per chi occupa terreni o proprietà private, rendendo la pena permanente e non garantendo più un tempo per lo sgombero delle persone e degli immobili, come avveniva fino a poco tempo fa, ma dando la possibilità alle forze dell’ordine di agire in qualsiasi momento. Una legge che sembra essere scritta appositamente in chiave anti Mapuche.
Il 29 Novembre, all’età di 100 anni, è morto Henry Kissinger, ex segretario di stato degli Stati Uniti d’America, probabilmente il principale artefice del golpe militare che nel ‘73 ha portato alla dittatura di Augusto Pinochet. L’informazione sembra però essere passata abbastanza in sordina, alcuni amici si dicono sdegnati dal fatto che non sia mai stato condannato né imputato per i crimini commessi; altri a causa della concentrazione mediatica focalizzata su altri temi si interrogano se effettivamente si abbia ben chiaro la sua responsabilità politica e umana di quanto accaduto.
In Argentina il lonko Facundo Hauala si sta opponendo all’estradizione in Cile con uno sciopero della fame e della sete che lo ha portato ad un ricovero in ospedale.

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Situazione attuale

Ottobre è stato un mese intenso dal punto di vista politico, sportivo e delle ricorrenze storiche.
Innanzitutto il 18 ottobre si è ricordato l’”Estadillo social” del 2019, la rivolta sociale che chiedeva più parità sociale e che ha costretto l’allora presidente Pinera a concedere un processo costituente, poi fallito con il referendum del 4 settembre 2022. Un secondo tentativo costituente, attualmente in atto, vede una nuova assemblea di soli 55 membri (contro i 155 della precedente) che rappresentano in maggioranza i partiti di destra o di estrema destra. Un nuovo referendum sulla nuova carta costituzionale sarà a dicembre.
Una buona notizia sul fronte ambientale è la recente approvazione di una legge definita “pionieristica” sull’ecocidio, rendendosi il primo Paese al mondo a farlo. Il “reato di ecocidio” è contenuto in una legge (legge 21595) che regola i crimini economici, nota anche come “legge dei crimini del colletto”. Questa rappresenta un’ampia riforma del codice penale cileno.
Prima della promulgazione di questa legge, i crimini contro l’ambiente erano dispersi in diversi organismi giuridici con pene che potevano arrivare a un massimo di 5 anni di reclusione a seconda del reato commesso, e senza criteri chiari che giustifichino azioni dannose per l’ambiente. La legge 21595 sostituisce il vecchio comma 13 del titolo VI del libro II del codice penale con uno nuovo “Attacchi contro l'ambiente”, in cui vengono introdotti alcuni nuovi reati ambientali: elusione del Sistema di Valutazione di Impatto Ambientale; sanzioni ambientali reiterate; estrazione illegale di acqua; grave impatto ambientale.
Sul processo legislativo della Legge contro le Occupazioni (Ley anti-usurpación), si registra da parte del senato l’approvazione dei veti presidenziali che eliminano la possibilità di “autodifesa rafforzata” da parte dei proprietari di terreni o immobili che si sentono minacciati da un'occupazione. Rimarrà a discrezione del giudice se punire con carcere o con punizioni alternative l’eventuale occupazione nonviolenta. Indipendentemente dal veto presidenziale alcuni membri dell’opposizione minacciano di presentare un nuovo disegno di legge che preveda il carcere come unica forma punitiva per l’occupazione. L’iter di questa legge rimane lungo, e alcune delle sue conseguenze più gravi sono attenuate dal veto presidenziale, ma rimane il rischio che questa legge generi un'escalation nel conflitto sia tra Mapuche e Stato che tra Mapuche e Imprese. Per i Mapuche il recupero della terra ancestrale, riparando all’usurpazione territoriale avvenuta a fine ottocento e in tutto il novecento, è un obiettivo primario di lotta.

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