Di giorno sorridono, o perlomeno si sforzano di sorridere, di essere quelli di sempre.
Di notte hanno gli incubi.
“Questa notte ho sognato che arrivavano i para. Mi cercavano. Saltavo un fosso e scappavo nella foresta” mi racconta sorridendo, al risveglio, durante un accompagnamento, un membro del consiglio della Comunità di Pace.
Poi qualche giorno dopo un'altra persona: “Ho fatto un incubo questa notte. Ho sognato la mia bara che galleggiava su un iceberg”.
E questo era prima.




