Palestina/Israele

Nel Paese c'è un clima di tensione crescente, attentati quotidiani sia dentro che fuori i Territori Palestinesi. Stiamo forse entrando in una terza intifada stile 2014, dove i sassi lasciano posto ad un'insofferenza che si sfoga in disperati atti di violenza suicida. Dico "stiamo" non tanto perché parlo da qui, ma perché parlo da abitante di questo mondo sempre interdipendente nel bene e nel male.

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Palestina/Israele

C'è un soldato in piedi.
Dietro di lui tre camionette militari, una decina di commilitoni.
Davanti a lui un nugolo chiassoso di ragazzini: bandiere palestinesi in mano, Diritti in bocca, speranze nel cuore.
Il soldato avrà vent'anni: un ragazzo d'Israele.
I bambini che gli stanno davanti, tanti, sono il futuro ancora giovane della Palestina.
Incornicio quello a cui assisto con la nostra telecamera: nello schermo vedo l'azione.

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Palestina/Israele

Non so che cosa si possa pensare, da lontano, circa il significato di vivere nei Territori Occupati Palestinesi un progetto di resistenza senz'armi che abbiano mirino e caricatore. Non so come ci si immagini che sia una giornata di nonviolenza guidata dal solo principio della condivisione perenne con le persone che vivono questa incrollabile lotta, fatta solo di una determinazione che corre sempre un passo avanti al proprio timore di finire arrestati, picchiati, schiacciati dal macigno dell'ingiustizia.

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Palestina/Israele

Qua ad At-Tuwani tutto scorre in una calma apparente, in una quotidiana occupazione che come sempre cerca di normalizzare l'ingiustizia.
Diverse cose sono cambiate dal mio arrivo qua, rispetto a 2 anni fa. il gruppo, le responsabilità, io e l'occupazione. Un io più presente, mi permette di osservare meglio, stare sul campo e assumermi più responsabilità.

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