Palestina/Israele
...poiché ogni conversazione è una palestra d'amore.
E' ciò che penso rispetto al relazionarsi a parole con i soldati dell'esercito israeliano.
Quando arriviamo qui come volontari non conosciamo né l'arabo, né i membri di questa comunità, né i loro usi e costumi. Cominciamo in punta di piedi, con delicatezza ad intessere relazioni, attenti a non esagerare ma allo stesso tempo disposti ad aprirci come speriamo loro facciano presto con noi.
Chiedo spesso a mio padre perché ci ha fatto nascere, qual è il motivo, che senso ha?
Palestina/Israele
Qalandia. Uno dei tre campi profughi più grandi della Palestina, 70.000 persone rinchiuse in meno di 1 Km quadrato. Quando è stato creato qui sono stati evacuati gli abitanti di 52 villaggi. Attorniato da tre basi militari ed una colonia in continua espansione per seguire il plan della Grande Gerusalemme.
Arriviamo inattesi al Children Center dove H. (preferisco omettere il nome) ci accoglie insieme ai suoi colleghi e colleghe.
Confidenze
Finalmente hai potuto vedere, finalmente hai potuto toccare con mano, sentire sulla tua pelle cosa si prova, trovarsi in questo silenzio, sopra questa terra stanca e sotto il cielo pastello tuonante. Forse ora ti senti anche te parte di questa vita in bilico, certo, con il tempo è facile qui, altro che muri, quelli li vogliono solo loro.
Nel giorno del sole
Nel giorno di sole del 26 novembre mi fermo, dopo tanti giorni passati a correre su queste colline di sassi ed erba secca, a provare a guardarmi dentro, a prestare ascolto ai pensieri che mi rimbalzano, disordinati, per il cervello.
La capacità di amare!
Palestina/Israele
"Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi" (MLK).
Al pensiero dell'espulsione di A. ero quasi più dispiaciuta per Israele che per Tuwani... perché so che loro ce la faranno, so che da questo trarranno nuove forze.
Magari diranno "ragazzi dobbiamo farcela da soli, quindi rimbocchiamoci le maniche!".









