Palestina/IsraeleScegliere di vivere a Tuwani è un atto di coraggio. Porsi in una posizione di conflitto aperto, senza armi, scegliendo dichiaratamente la nonviolenza, richiede forza. Quello che spesso passa in secondo piano tuttavia è la vera natura della sfida, che non è solo contro le regole aggressive dell'occupazione militare israeliana, bensì contro la parte più intima di noi stessi, il nostro pozzo profondo e scuro.
I tell you something - Ti dico qualcosa
Esiste in questo conflitto una frase, per la precisione quattro parole male
articolate in lingua inglese che avrò sentito ripetere decine di volte.
Negli accompagnamenti, ai posti di blocco, sugli autobus.
"I tell you something" ovvero: "Ti dico qualcosa".
Rachel Corrie, 16 marzo 2003
Palestina/Israele
“As we come marching in the beauty of the day, hearts starve as well as bodies. yes, it is for bread we fight, but we fight for roses too” “Mentre noi arriviamo marciando nella bellezza del giorno, anche i cuori, come i corpi soffrono la fame. si, è per il pane che lottiamo, ma lottiamo anche per le rose”
Nel giorno più amaro scoppio.
Un tè con il nemico!
Palestina/Israele
Oggi evento storico. Dopo una mattina in cui Border Police ed esercito hanno minacciato i volontari, scacciato i pastori e arrestato un ragazzo di Tuwani, sono usciti alcuni coloni dall'avamposto per fare una passeggiata al gate. Hussein, ragazzo di 15 anni, incitato dagli adulti, è andato loro incontro offrendo del tè.
Uno di loro lo ha accettato e ha scambiato quattro chiacchiere.
I palestinesi presenti hanno detto che è stata la prima volta.









