Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di novembre, nell’area della Masafer Yatta, si è registrato un ulteriore peggioramento delle pratiche di intimidazione e violenza ai danni della popolazione palestinese.
Le comunità hanno affrontato demolizioni, arresti arbitrari, aggressioni da parte dei coloni e continue restrizioni all’accesso alla terra, mentre allo stesso tempo hanno proseguito con determinazione il lavoro agricolo stagionale, fondamentale per la loro sopravvivenza.
La minaccia costante di demolizioni continua a incidere profondamente sulla vita quotidiana dei residenti palestinesi. Si stima che nell’area siano stati emessi oltre sessanta ordini di demolizione, colpendo abitazioni, strutture agricole e spazi comunitari.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

La Cisgiordania a ottobre ha subito un inasprimento delle pratiche di pulizia etnica e di furto di terre ai danni della popolazione palestinese. 
Gli attacchi dei coloni e delle forze di occupazione israeliane riportati dall’OCHA sono più di 260, il numero più alto dell’ultimo quinquennio. 
Il villaggio di Susyia resta uno dei posti più colpiti, con ben 49 attacchi solo questo mese: irruzioni in abitazioni, taglio di ulivi, distruzione di muri e finestre, incendi a macchine, sono solo alcune delle violenze riportate nel mese. 

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Situazione attuale e Attività volontari/e

A settembre in Masafer Yatta sono stati posizionati nuovi cancelli all’entrata di molti villaggi, tra cui quello di At-Tuwani. Negli scorsi mesi in tutta la Cisgiordania sono stati apposti circa 900 cancelli per bloccare l’accesso a città e villaggi palestinesi, come strategia di controllo e limitazione della libertà di movimento dei palestinesi.

La loro apertura o chiusura è rimessa alla discrezionalità delle forze di occupazione israeliane e non è soggetta ad alcun preavviso.

Nello stesso piano si vedono i ripetuti attacchi violenti e le continue invasioni di terra da parte dei coloni. Uno di particolare gravità è avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 settembre nel villaggio di Khallet Athaba’, situato all’interno della “firing zone 918”, zona definita di addestramento militare: una trentina di coloni sono arrivati nella notte armati di coltelli, mazze e spray al peperoncino, e hanno aggredito ferocemente chiunque si trovasse nelle case. Dei 25 palestinesi feriti, 13 sono stati ricoverati in ospedale con lesioni multiple e diverse emorragie interne; tra loro anche una coppia di anziani e un bambino di circa 4 mesi, soffocato dallo spray urticante.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Agosto 2025 in Masafer Yatta è stato caratterizzato da una fitta frequenza di attacchi da parte delle forze di occupazione israeliane ai danni della popolazione palestinese, vittima di un’operazione sempre più sistematica di pulizia etnica realizzata con invasioni dei villaggi palestinesi, aggressioni fisiche, spesso brutali, ed espansione territoriale.

Il 3 agosto i coloni hanno organizzato ad At-Tuwani una preghiera nei pressi della casa di Basil Adra, bloccando l’ingresso del villaggio per la nottata e durante le prime ore del giorno, con il supporto delle forze d’occupazione israeliane (esercito e polizia).

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Situazione attuale e Attività volontari/e

A luglio nel Masafer Yatta le forze di occupazione israeliane hanno usato varie strategie di attacco, perseguendo il tentativo di espulsione della popolazione palestinese dai villaggi.

Il 12 luglio alcuni coloni hanno forato 80 metri di tubature che fornivano acqua corrente al villaggio di Maghayr Al Abeed. Nello stesso periodo, il villaggio di Tuba è stato frequentemente invaso da coloni che con le greggi hanno pascolato nei pressi delle case del villaggio, e in vari modi hanno disturbato e intimorito i residenti.

Il 15 luglio sempre i coloni hanno attaccato una famiglia del villaggio di Susya, picchiando il padre di famiglia, a cui hanno rotto le dita di una mano.

Le aggressioni sono proseguite nel corso di tutto il mese: il giorno 24 nel villaggio di Shab El Boutum un gruppo di coloni ha attaccato i residenti, razziando le case e aggredendo fisicamente alcuni palestinesi: una donna è stata ricoverata in ospedale per lesioni, dimessa il giorno seguente.

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