Situazione attuale
Il 19 gennaio si è finalmente raggiunta una dichiarazione di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, che ha dato il via anche all’ingresso degli aiuti umanitari nell’area. Purtroppo, però, la tregua ha avuto come imminente conseguenza il drastico aumento delle violenze in Cisgiordania, espressione del desiderio di rivalsa dei coloni israeliani che, dopo l’uscita dal governo di Itamar Ben-Gvir (dimissionario perché contrario alla tregua) – loro rappresentante politico alla Knesset – si sono sentiti privati di una legittimazione istituzionale. Primi effetti sono state ulteriori restrizione alla libertà di movimento dei palestinesi: tutte le vie di accesso alle zone in area A sono state chiuse da nuove transenne o militarizzate da check point, aperti a discrezione dell’esercito israeliano.
Nell’area del Masafer Yatta, nelle colline a sud di Hebron/Al Khalil, i coloni a gennaio hanno continuato ad attaccare giorno e notte i villaggi palestinesi, sempre più assediati da insediamenti e avamposti illegali, che avanzano senza sosta.
A Jenin, dal 21 gennaio è iniziata l’offensiva militare dell’esercito israeliano, che ha mantenuto un costante stato di assedio, causando numerosi morti e feriti, anche impedendo l’accesso alle ambulanze e ai soccorsi. L’azione, secondo molti esperti di diritto internazionale, sarebbe catalogabile come “punizione collettiva”, e dunque crimine contro l’umanità.
Dal 16 al 21 gennaio la Commissione per i Diritti Umani della Camera dei Deputati, presieduta dall’On. Laura Boldrini, ha svolto una missione in Palestina, denunciando la violazione dei Diritti Umani in aumento della popolazione palestinese, compresa quella della zona del Masafer Yatta.






