Situazione attuale
Sono proseguiti anche per tutto il mese di marzo i bombardamenti nella Striscia di Gaza da parte delle forze di occupazione israeliane.
Secondo l’ONU, le forze di occupazione israeliane il 5 marzo hanno sparato su civili palestinesi in attesa della distribuzione di alimenti a Gaza City, affermando che altri 14 episodi simili sono avvenuti da metà gennaio ad oggi. Il 15 marzo l’esercito israeliano ha preso di mira gli sfollati palestinesi in attesa di ricevere beni alimentari a Gaza City, sparando sulla folla, uccidendo almeno 21 persone e ferendone più di 150.
Secondo il Ministro della Salute Palestinese, è salito a 28 il numero di bambini morti a causa di malnutrizione e disidratazione, su un totale di 14.350 bambini uccisi dall’inizio della guerra, a causa del blocco all’ingresso di convogli umanitari e dell’assenza di acqua potabile. Data la difficoltà di far entrare aiuti via terra, Stati Uniti e Regno Unito, tra l’11 e il 26 marzo hanno fornito beni alimentari per via aerea. Tale fenomeno ha provocato tuttavia la morte di alcuni palestinesi a causa del malfunzionamento dei sistemi di sicurezza degli airdrop.
Il 22 marzo Al Jazeera ha mostrato un drone israeliano prendere di mira e uccidere civili palestinesi nell’area di Al-Sika di Khan Younis nel Sud della Striscia: mostra il drone che insegue giovani civili palestinesi disarmati e li uccide con diversi missili.
Dalla notte del 17 marzo rastrellamenti israeliani sono avvenuti all’ospedale Shifa di Gaza City: i bombardamenti hanno provocato morti e feriti nell’area della principale struttura sanitaria di Gaza, molti sfollati che vi avevano trovato rifugio sono scappati. Le forze israeliane che parlano della presenza nell’ospedale di miliziani di Hamas, hanno rioccupato il reparto di chirurgia, arrestando decine di persone. Il giorno seguente un incendio all’interno del complesso medico ha causato casi di soffocamento tra donne e bambini, con numerosi morti e feriti. Le comunicazioni sono state interrotte e gli sfollati sono rimasti intrappolati all’interno dell’edificio. L’assedio e gli attacchi contro il complesso medico sono andati avanti per due settimane causando 400 morti tra pazienti, sfollati e personale medico.
Il 26 marzo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione per un cessate il fuoco immediato a Gaza per il mese del Ramadan e il rilascio degli ostaggi israeliani. Tuttavia, la risoluzione, pur vincolante, è stata completamente ignorata dalle parti.
In Cisgiordania sono continuati con frequenza giornaliera raid diurni e notturni, sfociati in arresti e uccisioni anche di minori. Le zone più colpite sono i distretti di Nablus, di Hebron, di Betlemme, di Ramallah e di Jericho.
Le condizioni all’interno delle carceri israeliane per le vittime dei numerosi arresti continuano ad essere degradanti: i prigionieri palestinesi sono privati dei propri Diritti e di ogni forma di tutela attraverso l’utilizzo di strumenti, come la detenzione amministrativa e varie forme di tortura, come riportato dalla testata indipendente israeliana Haaretz.






