SITUAZIONE ATTUALE
La protesta, iniziata il 28 aprile scorso con una enorme mobilitazione della società civile, ha portato soprattutto giovani, migliaia, nelle strade di tante città tra le quali Bogotà, Medellin, Popayan e Cali.
Nel mese di maggio le manifestazioni sono sfociate in una serie di violenze e scontri che hanno assunto l’aspetto di una vera e propria tragedia. La popolazione aveva iniziato ad esprimere pacificamente il proprio dissenso rispetto alla proposta di riforma tributaria che, se attuata, avrebbe creato un ulteriore divario economico tra i ceti più poveri e quelli più abbienti. Le prime ripercussioni della riforma si sarebbero, infatti, abbattute sul rincaro dei beni di prima necessità in un contesto già duramente provato dalla pandemia.
Durante le tante manifestazioni pacifiche, spesso piene di arte, colori e musica, la nonviolenza aveva segnato il ritmo di chi stava esercitando il proprio legittimo diritto alla protesta sancito dalla Costituzione del Paese. Purtroppo però, sin da subito, la risposta della polizia è stata spropositata.



