La frase che più sentiamo dalle persone adulte del campo è “non lo facciamo per noi, ma per i nostri figli”.
Una frase semplice di primo impatto, ma che racchiude una profonda consapevolezza del dramma che la guerra in Siria sta causando e causerà non solo ai ‘grandi’ ma anche e soprattutto alle generazioni future.
La cosiddetta ‘generation lost’ tanto decantata da grandi organizzazioni internazionali e non governative.
Un mondo, di fatto, lontano da quello degli adulti che però man mano matura e cambia portando con sé un disagio, spesso inespresso, ma evidente di generazioni lasciate al proprio destino come una bussola impazzita.
Il mondo dei bambini è diverso da quello dei grandi.
Loro guardano, osservano e ancora ritrovano la meraviglia nelle piccole cose.

chiedono aiuto, sguardi tristi ti urlano addosso la speranza rimasta: la affidano a noi.




