Libano/Siria
Volevo mantenere la promessa fatta quando me ne sono andata. Volevo tornare da loro, dalla mia famiglia siriana. Così sono ripartita, non sapendo bene cosa aspettarmi, con il cuore che batteva forte dall'emozione.
Tornare ed avere la sensazione di non essermene mai andata: è bastato un attimo. Appena sono entrata nel campo, erano tutti lì, che ci aspettavano. C'è stato un lungo momento di abbracci, di quelli stretti stretti il cui calore ti rimane addosso anche dopo che ti sei staccato.
La condanna del mare
Libano/Siria![]()
Ormai abbiamo iniziato a considerare i naufragi in mare come un qualcosa a cui siamo abituati. Una settimana i morti sono 50, un'altra 20, quella dopo magari 100. Numeri a cui difficilmente riusciamo a dare un riscontro nella nostra normale vita. Ieri, al ritorno nel campo, arriva la notizia dell'ennesimo naufragio, una famiglia a cui molte persone erano legate da parentela e amicizia, è rimasta vittima del mare.
Chi dice umanità cerca di ingannarti
La nostra abitudine a semplificare tutto ciò che ci circonda, dividendo il mondo tra bello e brutto, tra buono e cattivo ci suggerisce di prendere sempre una posizione chiara e risoluta su qualsiasi tipo di questione.
Ogni volta che un Paese interviene in un conflitto si richiama sempre un indefinito interesse dell'umanità nel suo insieme.
Il viaggio di Amal
Libano/Siria
Amal ha 24 anni, viene da una cittadina vicino Aleppo.
Amal è profuga. Bloccata in una terra di mezzo, la Grecia. Da sola.
Ammar continua a dare speranza
Emad è ritto dietro al suo banco presso i giardini Abu Nouaf, al Forum Sociale Iracheno.
Come molte altre organizzazioni della società civile ed alcuni sindacati, ha allestito lo stand che spiega le attività che porta avanti insieme all'associazione di cui fa parte: l’Istitute for war e peace reporting (www.iwpr.net).







