Suona il telefono, si illumina vibrando, so già che messaggio contiene e mi viene una sensazione di nausea mista a stanchezza. Sono le dieci di sera, non posso rispondere e dare filo alla comunicazione anche a quest’ora, o non esisteranno più limiti, ne spazi personali.
Suona di nuovo, stavolta insistentemente, è una chiamata in arrivo, prefisso +961, un numero registrato in Libano, nome in caratteri arabi: Ritaj. Sicuro è Siriano, ci potrei giurare, un’altra persona che chiede di poter venire in Italia attraverso i corridoi umanitari, l’ennesima, a fronte di pochi visti a disposizione.





