Rabia è un bambino siriano, dai capelli neri, vive la sua paralisi dovuta a una meningite, in una piccola tenda, nel campo profughi più marginalizzato del Libano.
La sua famiglia viene da Baba Amr, uno dei quartieri di Homs maggiormente devastati dalla guerra e dall’assedio.
Vorrei che il mondo sapesse cosa si impara da Rabia, il cui nome, in arabo, significa Primavera.
Con i suoi occhi ti racconta il desiderio di vivere, e di comprendere.
Attraverso il suo corpo piccolo e fragile urla l’importanza di lottare, e di non lasciare cadere le occasioni al lato del sentiero, perché ciò che trascuri non tornerà.






