E' da qualche tempo che mi trovo in Kosovo, per la seconda volta.
Parlare del Kosovo e della sua situazione non è facile e poi tante cose sono già state dette, ma una cosa che sempre osservo quando vado in qualche posto, sono le persone. Qui le persone che mi colpiscono di più sono i Rom (da noi chiamati zingari) li trovi ovunque. Resto affascinato da questo popolo, ma da dove vengono? Da sempre li vedo girovagare, ma perché questo spostarsi di continuo?
Se li guardo mi sembra di respirare e annusare la libertà, mi sembra di trovarmi di fronte a persone nobili, vedo in loro una grande nobiltà e un grande orgoglio, in loro leggo un senso di forte rispetto verso la vita. Eppure di loro non so niente, non so da dove vengono, non conosco il loro girovagare, non so la loro storia.
Dal Kossovo
Il numero perfetto
E' difficile in Kossovo trovare una persona che non abbia una precisa opinione politica.
O che perlomeno ritiene tale.
Rimango sempre molto stupito quando incontro vecchie signore, intrappolate da una vita in fangosi e lontani villaggi, che disquisiscono di accordi Onu e di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Oppure entrare in ogni Cafana (tipica osteria balcanica) del Kossovo con la certezza di trovare uomini sempre pronti a bere grappa e discutere di politica. Questo non vuol dire naturalmente che ogni personaggio che si incontra abbia una visione intelligente e reale della situazione politica in generale. Nella maggior parte dei casi le parole che escono dalla loro bocca le hai già lette sul giornale o le hai già sentite pronunciare da un tale che fa il politico a centinaia (a volte migliaia...) di chilometri lontano da dove si è in quell'istante.
Dal Kossovo
Siamo indipendenti ma nulla dipende da noi
Esistono posti al mondo dove la speranza è solo una parola, una scatola vuota dove buttare i propri sogni. In questi posti non ha senso parlare, non ha senso rimarcare l' inutilità del presente. Si può solo ascoltare. Ascoltando si costruisce un piccolo tesoro. Di quelli rari. Nei Balcani esiste un proverbio per ogni situazione, come se tutto fosse già stato vissuto in passato. Pochi giorni fa un mio amico albanese mi ha fatto capire con poche parole la frustrazione di chi vive il quotidiano senza intravedere però alcun futuro: “Siamo indipendenti, ma nulla dipende da noi”.
Diario dal Kossovo
Vidimose
Nel baretto della stazione di Kraljievo aspetto il pulman per l’Italia.
Ancora una volta ritorno a casa, malinconica, ma felice allo stesso tempo. Come sempre.
Torno a casa portando nel cuore tutte le persone che ho rivisto e quelle che ho conosciuto, che mi hanno riempito il cuore con la loro disponibilità e dolcezza, accogliendomi come una figlia o come una sorella.
Una testimonianza dal Kossovo
Perché il passato deve essere visto come problema e non come un punto di partenza per costruire il futuro?
Il passato può distruggere il futuro se dimenticato, se ci si lavora può costruirlo.
E' necessario guardare il passato di entrambe le parti e sopratutto non dimenticarlo perché è una parte inscindibile della nostra storia; va invece analizzato a fondo per trovare le “istruzioni “ del futuro.


