Diario dal Kossovo
Ecco oramai sono alla fine del mio viaggio, più che una fine forse un vero inizio. Goradevac mi ha fatto capire che mi devo riprendere la vita. Vivere una vita da protagonista nella mia quotidianità patinata. E’ molto più difficile ingoiare il boccone della quotidianità. Sto bene nella realtà crudele del Kossovo. Nel centro di Peja/Peć la polizia spara ad altezza uomo, nessun morto fra la gente che balla in discoteca. La musica continua nonostante tutto, la gente balla e noi passiamo come se fosse la cosa più normale, in strada con F. parliamo in italiano e quando le parole non bastano ci soccorre l’inglese. Seduti al bar beviamo una coca mentre fuori la gente si muove, scappa con discrezione mi sembra un po’ Tel-Aviv una striscia di confine.
Dicono che i Balcani sono la polveriera d’Europa, pronti ad esplodere da un momento all’altro, ma io vedo solo gente che lavora e magari esce e si diverte.


