Caro Abdallah,
sono contento di averti conosciuto nel campo profughi al nord del Libano a pochi chilometri dalla Siria, il Paese in cui sei nato, perché sei un ragazzo in gamba e coraggioso! Il 19 dicembre, quando con gli altri volontari abbiamo pranzato nella tua tenda, mi hai sorpreso e spiazzato. Ho visto che eri triste e quando ho chiesto il perché mi hai risposto che eri triste perché partivo e mi hai detto che avresti sentito molto la mia mancanza.









