Don Joaquin si muove per il villaggio con fatica,
appoggiato a un bastone ,
un passo alla volta,
come se ogni movimento gli costasse uno sforzo,

ha il viso e i capelli ingrigiti di chi ha visto passare molte cose,
sia belle che brutte,
come può esserlo l’esistenza.

Quando parla ti fissa con lo sguardo,
pesando le parole,
osservando se lo stai ascoltando realmente.

“Me entiendes?”
“Mi capisci?”

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Era un sabato. Precisamente sabato 8 luglio del 2000 quando i paramilitari, coordinati con la Brigada XVII dell’esercito, entravano nel villaggio della Union dove decine di famiglie della Comunità di Pace avevano fatto ritorno dopo essersi rifugiate per lungo tempo a San José a causa del conflitto. Quel pomeriggio, intorno alle tre, 20 paramilitari incappucciati riunirono tutte le persone al centro del villaggio e chiesero a gran voce chi fossero i leader. Tutti in coro risposero che non vi era nessun leader, che tutti lo erano.
Gli uomini armati scelsero quindi 7 persone a caso tra la gente presente: Rigoberto Guzman, suo fratello Jaime Guzman, Elodino Rivera, Diofanor Diaz Correa, Humberto Sepulveda, Pedro Zapata e Eliecer Guzman di soli 14 anni, nipote di Rigoberto e Jaime.

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Lunedì 24 maggio 2021, il Comitato Permanente sui Diritti Umani nel mondo della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, presieduto dall’On. Laura Boldrini, ha ricevuto in audizione rappresentanti dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII – Operazione Colomba, Juan Camilo Zuluaga del Nodo Italia a sostegno della Commissione della Verità, Simona Fraudatario del Tribunale Permanente dei Popoli, Giovanna Martelli già deputata e Francesco Martone già senatore e portavoce della rete “In Difesa Di”, per riferire sulla situazione dei Diritti Umani in Colombia.

“Ritengo che in queste circostanze sia sempre utile anche che i deputati e le deputate possano andare direttamente nei luoghi e avere interlocuzioni con le istituzioni, con la società civile e fare un’azione di pressione diretta. Vi ringrazio di averci dato la possibilità di ascoltare da voi le istanze. Vi siamo vicini. Vi ringraziamo per quello che fate, per come lo fate e spero che riusciremo ad avere una buona sinergia perché è importante lavorare insieme, istituzioni e società civile” commenta alla fine dell’audizione l’On. Boldrini.

Da tre mesi accompagno la Comunità di Pace di San José de Apartadò in Colombia. E questo è ciò che per me significa "accompagnare".

Innanzitutto, accompagnare è rimanere informati.

Leggo, mentre bevo il caffè, le notizie sulle manifestazioni di protesta che in questi giorni inondano le città colombiane. Ogni mattina mi preoccupo e sconvolgo per la repressione violenta attuata contro chi chiede "Cambiamento".

39 omicidi[1] presumibilmente commessi da membri delle forze dell’ordine
379 desaparecidos[2]
16 casi di violenza sessuale[3]

Accompagnare è anche, e soprattutto, una presenza partecipata e coinvolta; in altre parole: condivisione quotidiana.

Vado a trovare Brigida nel suo patio rigoglioso di piante. Porto con me l'uncinetto, il filo di lana verde e l'astuccio che sto creando. Approfitto del suo esser guida per chiederle consiglio riguardo il mio lavoro. Ci vuole pazienza nello sciogliere le centinaia di nodi compiuti per poi ripartire, nodo dopo nodo, a causa di un singolo errore commesso alcuni strati prima. Ma la soddisfazione nel vedere la tua opera crescere, ordinata e compatta, è grande.

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La bandiera della Colombia, dove il colore giallo rappresenta la ricchezza del Paese, l’azzurro l’acqua che possiede e il rosso il sangue versato per l’indipendenza, è, dal 28 aprile scorso, esposta capovolta da parte di migliaia di colombiani, come forma di protesta pacifica per richiamare l’attenzione della comunità internazionale su quanto sta avvenendo nel Paese.
Una espressione davvero forte e inedita.
Continuano infatti le manifestazioni in Colombia e purtroppo continua anche la violenta repressione.
Le organizzazioni non governative Indepaz e Temblores hanno inviato alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani un report sulle diverse forme di violenza da parte della polizia denunciate dalla cittadinanza.
Nel loro ultimo comunicato, pubblicato lo scorso 13 maggio 2021, si registrano 2110 casi di violenza da parte della polizia che non tengono conto delle persone date per desaparecidos.

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