24 anni di Resistenza Nonviolenta della Comunità di Pace di San José de Apartadó

La violenza spezza il cuore, l'anima, le idee.
Calpesta i sogni innocenti di pace e di pane, di terra e di passione.
Curva le schiene quasi a spezzarle ma non vince mai quando ad opporsi non è un singolo ma una Comunità!
24 anni di Resistenza, di resilienza di amore incondizionato per la giustizia e la verità!
Buon Compleanno Comunità di Pace!
Avete agito sempre con il cuore perché è questo il vero coraggio, quello che fa dire di sì alla vita e alla lotta per il diritto anche quando sembra impossibile vincere la battaglia.
Eppure, siete qui, in piedi, saldi.
Radici profonde hanno le vostre scelte, calli le vostre mani, semplicità i vostri sorrisi.
Maestra la via che ci indicate affinché assieme si costruisca pace e giustizia.

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In Colombia, nella catena montuosa dell’Abibe, regione di Urabà, il 21 febbraio 2005, un operativo congiunto di militari e paramilitari mise fine alla vita di Luis Eduardo, Bellanira, Deiner, Sandra, Alfonso, Natalia e Santiago, appartenenti alla Comunità di Pace di San José de Apartadò e di Alejandro. Deiner aveva solo 11 anni. Natalia solo 5 anni. Santiago appena 18 mesi.
Da allora, ogni anno, il 20 febbraio l’intera Comunità, accompagnata da organizzazioni nazionali e internazionali, si mette in pellegrinaggio, un cammino di circa 6 ore, per raggiungere i villaggi di Mulatos e Resbalosa, terra dove si è consumato il terribile massacro di vite innocenti per, il giorno seguente 21 febbraio, commemorare la loro morte.
Dal 2009, ogni anno, anche Operazione Colomba è presente a fianco della Comunità per fare memoria assieme a loro di quanto accaduto, per solidarietà, per giustizia.

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In Colombia, così come in altri Paesi dell’America Latina, c’è un rituale allo scoccare della mezzanotte, tra il tramonto del vecchio anno e l’alba del nuovo che sta per arrivare, che vede, nel bruciare un muñeco, il simbolo dell’anno giunto a termine e, attraverso il fuoco, “eliminare” le cose negative successe.
Gli ultimi giorni di dicembre si cercano quindi vecchi pantaloni, magliette o camicie, felpe e in generale vestiti che non si usano più, per abbigliare il muñeco dell’Anno Vecchio imbottendo di segatura, carta o qualsiasi altro materiale che permetta di dare una forma ai panni per poi metterlo seduto su una sedia nell’uscio di casa, nel giardino o nelle vie.
Anche qui nella Comunità di Pace di San Josè de Apartadò, i giorni prima dell’arrivo del nuovo anno, la gente si affretta a ricercare stracci o quant’altro per dare forma all’Anno Vecchio.
Inutile dire che tale rituale, quest’anno, è stato ancora più sentito.

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Operazione Colomba sostiene il cammino che la Comunità Papa Giovanni XXIII sta facendo in Cile al fianco del popolo Mapuche.
Il 4 maggio scorso alcuni detenuti Mapuche hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni carcerarie. Di seguito un aggiornamento da semprenews.it su questa forma di lotta che in questi giorni sta avendo un epilogo violento.


www.semprenews.it/news/Popoli-indigeni-in-Cile-un-ascolto-negato.html

 

 

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Mario Paciolla era un giovane che conoscevamo perché impegnato sino al 2018 con Peace Brigades International e successivamente con la missione di verifica delle Nazioni Unite nel Caquetà, in Colombia.
Mercoledì 15 luglio è stato trovato morto nel suo appartamento in circostanze sospette anche se in un primo momento è stato dichiarato che si trattasse di suicidio.
Mario aveva un biglietto di rientro per Napoli il 20 luglio e da più di una settimana continuava a riferire alla madre che c'era qualcosa che lo preoccupava molto.
Aveva paura e per questo voleva rientrare in Italia.
Era un ragazzo impegnato, amato e amante della verità e della giustizia.
Qualunque cosa sia accaduta vogliamo una indagine indipendente, per questo invitiamo ad aderire alla richiesta di accertamento della verità promosso dalla Rete Accademica Europea per la Pace in Colombia (Europaz): www.europaz.org/verita-per-mario-paciolla