Fonte: MISNA - CISGIORDANIA - 2/12/2008 20.11
HEBRON (2): CITTÀ CONTESA, TERMOMETRO DELLA CRISI
“Hebron è il termometro delle tensioni in Cisgiordania: da sempre quando i rapporti tra palestinesi e israeliani entrano in una nuova fase di conflitto è qui che si cominciano a vedere i problemi in arrivo”. F. F., volontaria dell’organizzazione internazionale Operazione Colomba nel villaggio di at-Twani, pochi chilometri a sud di Hebron, è stata contattata dalla MISNA all’indomani degli scontri tra coloni ebrei e contadini palestinesi, almeno cinque dei quali sono rimasti feriti. “L’aggressività crescente dei coloni israeliani - dice la volontaria - sta diventando un problema che anche gli israeliani cominciano a temere e spesso capita che oltre ai palestinesi, vengano feriti nelle aggressioni e nelle sassaiole anche soldati dell’esercito a cui i coloni non riconoscono nessuna autorità”.

Erano giorni che assistevamo a ciò che stava accadendo a Gaza, ma stare a Gerusalemme o ad At-Tuwani (villaggio in cui viviamo ed operiamo, a sud di Hebron) era come stare in Italia: i mezzi di informazione non ne parlavano, non arrivavano notizie, si sapeva pochissimo… eppure Gerusalemme non è in un altro continente, è a meno di 50km! Volevamo avvicinarci, raccogliere informazioni più dettagliate ed incontrare le persone. Sapevamo, come tutti, che il motivo ufficiale per il quale il governo Olmert ha deciso di tenere sotto assedio Gaza uccidendo decine, ormai centinaia di persone (tra cui moltissimi bambini o ragazzini) era, ed è tutt'ora, il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza in territorio israeliano. Volevamo andare a vedere. L'attacco di massa, poi, era arrivato dopo la pubblicazione da parte di Haaretz (giornale quotidiano israeliano) di un sondaggio che riporta che il 65% dei cittadini israeliani è disponibile ad aprire un dialogo con Hamas. Quindi volevamo andare a sentire la gente per capire cosa stava accadendo.
Palestina





