Diario di Agnese - 1

La prima cosa grande è questa: è tanto che non parto, ma ora posso farlo.
Sto partendo per la Siria.
E posso farlo perché il mio passaporto, a differenza di quello di altri, apre le porte di più di 180 Paesi.
Un privilegio che non vale per tutti, e certamente non per i siriani.
Me ne accorgo anche da questo: “partire” è qualcosa di speciale.

Leggi tutto...

S. è una mia amica.
Ci siamo conosciute in Italia in una città che inizialmente non apparteneva a nessuna delle due: per lei perché ci si è ritrovata catapultata con i Corridoi Umanitari, per me perché la vivevo solo di passaggio.
R. è sua sorella.
L’ho incontrata in Siria, in un paesino dove entrambe ci sentivamo a casa, nonostante lei fosse appena tornata dopo 13 anni di vita in Libano e io erano pochi giorni che ci abitavo.
R. e S. sono figlie della stessa famiglia, eppure hanno vissuto vite molto diverse, e continueranno a farlo.

Leggi tutto...

Questa sera guardo le stelle da Quseyr, dal tetto della casa che abbiamo preso in affitto in questo piccolo paese siriano a sud-est di Homs.
Non è una vacanza, sicuramente non è turismo, non siamo propriamente cooperanti, non abbiamo un ufficio - e non ne vogliamo uno - ci spostiamo con i mezzi pubblici e parliamo dialetto levantino senza aver mai studiato l’arabo standard, quello ufficiale.

Leggi tutto...

Nella storia di Operazione Colomba molte volte ci siamo trovati ad accompagnare persone che si sentivano in pericolo a spostarsi da un posto all’altro.
Tutt’ora, i volontari e le volontarie portano avanti questa azione di accompagnamento nei vari Paesi in cui operano: non abbiamo armi ma con la nostra presenza internazionale, riusciamo a creare protezione per queste persone che viaggiano più sicure e tranquille sapendoci al loro fianco.
In Libano molti siriani, qui profughi da diversi anni, hanno deciso di ritornare in Siria, ma altri preferiscono aspettare, molte case sono distrutte, quelle ancora in piedi sono state completamente svuotate, non hanno porte, né finestre.
Per quanto precaria, la vita in Libano per molti è considerata ancora un’opzione obbligata.
B. ad esempio vive da quasi 10 anni in questo Paese, così vicino eppure così estraneo dal suo; vive, riesce a sopravvivere con gli aiuti dell’UNHCR e il lavoro saltuario.

Leggi tutto...

Sembra che faremo questo viaggio, sembra che sia tutto organizzato, sembra che ci faranno passare la frontiera tra Libano e Siria… sembra.
Ma io ancora non ci credo.
E quindi mi concentro su ogni attimo presente, senza aspettative, solo sul qui e ora.
Poi però arriviamo davvero alla frontiera e veramente dopo poco siamo su un’auto che viaggia a velocità sostenuta in territorio siriano, sulla strada che arriva a Damasco.
Inizio a realizzare che siamo davvero entrati, comincio a commuovermi, mi mancano le parole.
Ma la potenza di quel che sta accadendo mi travolge quando arriviamo in un quartiere periferico dell’affascinante capitale siriana, e dal balcone ci guarda, ci saluta e ci corre poi incontro la nostra amica siriana.
In quell’abbraccio scoppiamo a piangere: siamo davvero qui insieme, nella tua Siria, nella vostra Siria, che tanto vi è mancata e tuttora manca a tantissime compagne e compagni di strada, una strada per me, che sono straniera, lunga 10 anni.
“Non ci credo, non ci credo, stiamo sognando? Dammi un pizzico, pizzicami che forse mi sveglio”. Ce lo ripetiamo il primo giorno e questa frase ci accompagnerà per tutta la settimana, tanta è l’incredulità che davvero a parole è molto difficile da consegnare.
Lei è da due giorni a Damasco, è stata qui per una conferenza sulla giustizia di transizione in Siria, ma non metteva piede nella sua terra da 13 lunghi anni.

Leggi tutto...