Con l'acuirsi della crisi economica senza precedenti che investe il Paese, Beirut è diventata una città assai più pericolosa del passato.
A rivelarlo è uno studio della società di analisi beirutina "International Information" sull'aumento delle attività criminali nella capitale libanese.
Secondo questa ricerca, nei primi dieci mesi del 2021 i furti nelle abitazioni sono aumentati del 266% rispetto allo stesso periodo del 2019, gli omicidi sono cresciuti del 101%, mentre i furti di auto sono saliti del 212%. Lo stesso istituto di ricerca riporta che circa 200mila libanesi sono fuggiti dal loro Paese al collasso economico negli ultimi due anni. Accanto a un tipo di migrazione di profughi libanesi, siriani, iracheni dalle sponde mediterranee del Libano verso Cipro, si sono registrate dall'autunno del 2019 circa 160mila partenze di libanesi della classe media, emigrati verso destinazioni considerate meno usuali, come Turchia, Georgia e Armenia. A questa situazione si aggiunge il fatto che secondo alcune stime, il 63% dei libanesi vorrebbe seguire questa tendenza e lasciare il Paese.

Colpevoli per aver creduto nella vita. 



